

Il popolo degli immortali ha deciso che dal Corona in poi mai più nessuno dovrà beccarsi la febbre! È diventato più importante impedire la vita anzichè passare due settimane a curarsi dal virus. Al diavolo l’economia, rapporti umani ai minimi storici, le altre malattie cancellate, chissenefrega del Cancro, della Sla, dell’Ipertensione, del Diabete, del Parkinson, Alzheimer, qui bisogna evitare la febbriciattola al popolo dei palestrati, delle rifatte, degli amanti dello spritz e del fast food, dei cocainomani, della pizza fritta, dei calciatori super atleti e poi bisogna pure fare in fretta che bisogna andare tutti in vacanza al mare. Assurdo quello che sta accadendo, per uno dei tanti virus più o meno seccanti che ogni anno chissà mai per quale naturale o innaturale motivo si libera nell’aria, giusto il tempo di far ammalare per un paio di settimane una minima percentuale di persone più predisposte, far vendere qualche farmaco di routine, dei vaccini e tutto ritorna come prima, magari con qualche decesso fisiologico in quota percentuale, ma ne più e ne meno di quanti ogni anno ne muoiono per i più disparati motivi che vanno dalle malattie di vecchiaia a quelle più incurabili, dagli incidenti automobilistici a quelli domestici, per non dire di quanti ne causa e induce la droga, l’inquinamento, il fumo, il cibo, l’alcool, per non dire la fame nel mondo o le guerre… Già, le guerre… noi non siamo in guerra ma è come se l’avessimo già persa perché ci stiamo suicidando prima che ne dovesse scoppiare una, il che farebbe pensare che non sia mai dovesse arrivare una guerra, perché nel malaugurato caso, noi italiani neanche a cominciarla che già l’avremmo persa in partenza. Si, perché se non siamo in grado di gestire una piccola malattia per quanto fastidiosa, come potremmo mai gestire l’inevitabili e numerosi morti e feriti di guerra, o tutte le altre complicanze del caso? Se non è passato nemmeno un mese di epidemia con poco più dello 0,012% della popolazione affetta da contagio e siamo già al collasso del sistema sanitario, di quale guerra vogliamo parlare? Abbiamo ospedali che in tempi normali fanno a gara su quale sia più eccellente ed oggi non riescono ad allestire terapie intensive per qualche migliaio che ne avesse bisogno, manco dovessero essere operati a cuore aperto tutti insieme contemporaneamente. Abbiamo qualche migliaio di neo laureati medici giovani, sani e belli e per far vedere la gravità del problema si va a richiamare dalla pensione qualche vecchio papavero in camice bianco. Vi sono centinaia di caserme inutilizzate sparse per il Paese dove tranquillamente con un po’ di organizzazione allestire terapie intensive qualche bombola di ossigeno e si preferisce invece affogare gli ospedali dove se qualche medico o infermiere venisse contagiato lo si chiude anche per quarantena. Ma come potremmo mai vincere la guerra se non riusciamo a vincere in Europa neanche nello sport più amato dagli italiani, che guarda caso anche questo ha chiuso i battenti? Non sia mai che si dovesse ammalare un calciatore viziato, ma soprattutto non sia mai levargli un solo euro dagli ingaggi, eppure non sono mica loro che hanno il problema di mettere il piatto a tavola?
Pippo Trio