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Quel “nulla sarà più come prima”, significa il diritto di imporci il ridimensionamento

Che “nulla sarà più come prima” pronunciato retoricamente all’indomani di qualsiasi evento tragico, come capita dopo un atto terroristico di grande portata o dopo una qualsiasi calamità naturale è un modo per elaborare il luttuoso dramma collettivo, ed è abbastanza comprensibile che a caldo lo si pensi, per poi tornare tutto come prima. Ma stavolta è diverso, per quanto certo è che veramente “nulla sarà più come prima” perché mai nella storia contemporanea degli ultimi 60 anni è stato adottata una misura così portentosa come quella del blocco totale nel mondo di gran parte delle città, delle attività e di chiudere in casa milioni di persone a causa di un virus, che per quanto aggressivo non e letale, ma che potrebbe diventarlo comunque nel caso dovesse essere impossibile curare tutti. Ma è chiaro che qualsiasi malattia, anche la più insignificante se non curata può causare la morte, soprattutto a chi non è più giovane o a chi dovesse avere già importanti deficit di salute. Ma non è questo il tema che in questa occasione vogliamo analizzare, anche perché nel merito è stato già detto tutto e il contrario di tutto, per cui serve a poco o quanto meno non aggiunge e non toglie a quanto finora è stato detto in proposito. Piuttosto vorremmo concentrarci ad analizzare, magari prevedere l’immediato futuro e la gestione più unica che rara e cioè quella dell’obbedienza totale ai poteri sovrani di ogni paese, che fra virgolette piegano i popoli ad una volontà precisa, quella di limitare la libertà di tutti indistintamente arrogandosi il diritto eccezionale di esercitare un potere totalitario giustificando il provvedimento come salvaguardia del bene comune, il diritto alla salute di tutti, e quindi il dovere di salvaguardarla con tale provvedimento. In realtà avrebbero dovuto essere i governi di tutte le nazioni, chi più e chi meno a non doversi trovare in difficoltà sanitaria e quindi poter curare chiunque ne avesse bisogno, e se c’è una grande verità che è emersa da questa vicenda del Coronavirus è che nessuna nazione è stata in grado di poter gestire agevolmente i tanti contagiati che comunque nell’ottica dei numeri rimangono sempre numeri insignificanti nonostante si facessero apparire come numeri apocalittici, ma stiamo parlando di percentuali dello 0,1 di persone affette da curare e per contro tenere qualche miliardo di persone sane chiuse in casa e il blocco di quasi tutte le attività lavorative, ludiche, associative e di qualsiasi tipo di aggregazione. Abituarci in futuro ad un nuovo stile di vita che vedrà sempre meno assembramenti come ad esempio nelle manifestazioni sportive, di spettacolo e magari anche religiose e di altra natura sarà la norma che si vorrà imporre fra tutte le altre che comunque limiteranno la libertà. A nostro avviso, nonostante la tragedia e il dolore di migliaia di famiglie, che chiaramente rispettiamo come sarebbe doveroso rispettare sempre anche quando capita che la morte tocchi una sola persona, tuttavia però, noi consideriamo i provvedimenti restrizionali straordinari presi da tutti questi paesi sproporzionati nel rapporto causa-effetto, perché un provvedimento così lungo, di limitare la libertà a miliardi di persone e imporgli tale regime, crea un precedente pericolosissimo di natura quasi dittatoriale che diventa norma e che travalica tutte le libertà democratiche che in 2020 anni di storia dopo Cristo, l’umanità si erano conquistate. Le guerre ci sono sempre state e sempre ce ne saranno, ma si sono sempre combattute con l’attività sul fronte di una guerra che nell’industriarsi e vincerla o anche perderla, accettando tutte le conseguenze, ma in ogni caso con la libertà di combattere, non di certo rimanendo chiusi nei propri gusci di casa, più o meno comodamente a seconda dello status, sui propri divani o a gozzovigliare. Ma è evidente che tutto questo è solo l’inizio e non sarà sempre tutto rose e fiori restarsene a casa a poltrire, perché prima o poi si pagherà il prezzo e si porrà il problema della sopravvivenza, di pagare le bollette, il mutuo, tutti i comfort necessari e il tenore di vita che l’umanità intera fin qui si era conquistata, ma qualcuno, che individuiamo nei poteri forti, nei massimi sistemi governativi probabilmente più che mettere una terza guerra mondiale più cruenta e mortale, dal momento che in tanti si posseggano armi di distruzione di massa, si sarà immaginato che per ristabilire il dominio, bisognava inventarsi qualche diversa strategia per controllare e gestire il mondo ormai diventato globale grazie al progresso tecnologico, e proprio grazie ad esso poter incidere mediaticamente per imporre stili e comportamenti. Non si spiegherebbe diversamente il clamore mediatico dato ad una malattia virale come ce ne sono state tante nella storia dell’umanità. che però mai avevano provocato tutto questo clamore, questa urgenza, nonostante che in passato i mezzi sanitari fossero di gran lunga inferiori e meno attrezzati e questi virus in passato hanno causato dieci volte, se non più, il numero dei morti. In definitiva la nostra modesta opinione in merito scaturita da tutto quello che ad oggi è successo, è che questo virus sicuramente aggressivo è stato demonizzato eccessivamente a livello di comunicazione per destabilizzarci e imporre attraverso a tutti il ricatto morale con una linea comportamentale obbligatoria seppure incostituzionale, per poi giustificare un ridimensionamento globale della vita futura, regolando le attività, i modi e gli stili di vita, abbassare il costo del lavoro, il tenore di vita, le aspettative di tutti, agitando lo spettro della morte come spauracchio per tenerci tutti buoni. Già immaginiamo le critiche che riceveremo per aver esplicitato una tale tesi complottista, e siamo tranquillamente disposti a discuterla e rivederla in caso contrario, però allora qualcuno spieghi meglio cosa vorrà dire questo monito preparatorio al futuro che “Nulla sarà più come prima” se non peggio, come se poi prima vivessimo nel paradiso terrestre….

di Pippo Trio

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