

di Umberto Minopoli
Il taglio dei parlamentari senza i correttivi istituzionali, regolamentari e di legge elettorale sarà un vulnus costituzionale. Tutti lo sanno ma pochi lo dicono. Per coda di paglia.
Il taglio fu la merce di scambio, il pegno immondo pagato ai 5 Stelle per ottenere il cambio di maggioranza gialloverde. Fu ricordate, Matteo Renzi il primo a concedere questo scambio a Luigi Di Maio. Il Pd, sempre contrario al taglio, si adeguò.
Quel giorno il riformismo istituzionale della sinistra è morto.
La “mossa geniale” di agosto 2019 ha prodotto una frittata: una pericolosa riforma dalle conseguenze disastrose per la rappresentatività e la funzionalità del Parlamento.
Ora tutto è in salita. Nel silenzio dei cosiddetti “costituzionalisti” si perpetra un attentato alla Costituzione. E la verità è che non basterebbe neppure la legge elettorale a parare i danni. La demagogia e il populismo impediscono ai partiti il coraggio di fare appello al No al referendum.
Lo ha detto Gianni Cuperlo, autorevole dirigente del Pd: il No non mette a rischio il governo. I 5S non farebbero la crisi in nessun caso.
La battaglia del No è disperata. Specie dopo l’episodio dei furbetti del bonus che getta ulteriore discredito su questo Parlamento che non si volle cambiare un anno fa. Ora lo cambierà, in peggio, il referendum .
Fosse solo di testimonianza il No il 21 settembre è un atto dovuto, morale e politico.
1 Comment
Votare SI è un atto dovuto.Il resto sono chiacchiere,originate dalle regole politiche fatte e rifatte a loro comodo e piacimento.La desegualianza macroscopica ne è la testimonianza.Benefit,privilegi, stipendi mensili a 4 voci, per giustificare laquasi rapina.Siamo alla insostenibilità del sistema.Oltre che metà il paese viaggia verso la povertà e la fame .Grazie alle politiche sbagliate et a senso unico, dove il privilagiato,lo è sempre più ,e il meno privilegiato diventa sempre più povero. Va cambiato il sistema assolutamente, iniziamo con il taglio dei privilegiati di palazzo, perché sono troppi, .certo avrei preferito andasse in porto il referendum riformista del 2016.Gli italiani hanno preferito che il sistema non cambi.pertanto riteniamo doveroso votare SI alla diminuzione della casta.dopo vedremo gli sviluppi.Sempre se ce lo permetteranno, e lo faranno. Buon lavoro.