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Referendum: democrazia diretta? No grazie

Le apprensioni per una nuova possibile emergenza virale, la scadenza elettorale per le regionali, l’omologazione dei partiti sotto la bandiera populista della criminalizzazione della politica e della democrazia parlamentare stanno facendo sottovalutare l’importanza del prossimo referendum costituzionale.

Editoriale di Gaetano Piscopo

Alla vigilia dell’ultimo referendum costituzionale nel 2016 abbiamo assistito a un acceso dibattito preelettorale tra chi si batteva per conservare lo status quo e chi voleva modernizzare il Paese semplificando e rinnovando la democrazia parlamentare.

Il superamento del sistema bicamerale non solo avrebbe comportato il risparmio di spesa tanto ambito dal populismo oggi al potere, ma avrebbe semplificato e velocizzato il lavoro di un parlamento spesso bloccato dai veti e dalle lungaggini delle doppie valutazioni.

Per i sostenitori del NO si trattava di un attentato alla democrazia e per quelli che non avevano ancora aderito all’onda pentastellata era la difesa dei valori costituenti.

Sono gli stessi che oggi restano in religioso silenzio di fronte al vero attentato in atto “il superamento della democrazia parlamentare” per il successo della democrazia diretta tanto agognata dal M5S.

L’annuncio dell’uno vale uno si è sempre più trasformato in tutti non valgono un c***o. La gogna a cui sono stati sottoposti i partiti facendo apparire la politica come una cosa effimera e sintesi del malaffare costringono anche i partiti riformisti e di ispirazione democratica a non prendere posizioni ufficiali.

Non lo fanno neanche a fronte del mancato rispetto dell’impegno ad approvare una adeguata riforma elettorale, assunto alla vigilia dell’insediamento del governo giallo rosso.

Ad esempio il PD e Italia Viva, che pure avevano in parlamento votato più volte contro questa scelta, per paura dei verdetti popolari lasciano libertà di scelta. Come dire se ne lavano le mani pur di conservare gli attuali equilibri di potere.

Il fatto è che la politica, come la società, è attraversata da fasi e ora c’è quella del populismo più pericoloso. Quella che mina realmente le basi democratiche con la scusa di essere espressione dei cittadini ed è la stessa che ha portato in parlamento un’ondata di “nuovi rappresentanti” del popolo.

Ma siamo sicuri che questa innovazione sia migliore dello status precedente?

Non che i partiti non abbiano la responsabilità reale di essersi attirati una ondata di insofferenza dalla pubblica opinione, ma vedere oggi in parlamento tanta impreparazione ed improvvisazione fa venire i brividi e per chi è abituato ai resoconti sarà facile trarne i risultati.

L’ignoranza e la corrente approssimazione è molto più dispendiosa dei risparmi promessi con i tagli in parlamento.

Basterebbe pensare che l’Italia è l’unico Paese dell’Unione Europea ad avere un bicameralismo paritario per capire dove e come poter esercitare i tagli di spesa.

Invece solo per le smanie di chi ritiene superata la democrazia rappresentativa viene formulato un taglio insensato di un terzo dei deputati e dei senatori. Alla faccia delle piccole comunità locali e dei partiti minori.

La nostra idea della politica e dei partiti è forse ritenuta superata dalle mode correnti ma riteniamo che valga ancora la pena di battersi a difesa delle libertà e della democrazia e questo giornale sarà impegnato a promuovere e sostenere un impegno realmente riformista e di modernizzazione del Paese.

Potremmo continuare a dimostrare quanto sia necessario arrivare al superamento del bicameralismo paritario, avere un sistema elettorale maggioritario a doppio turno, ripristinare i collegi uninominali sui territori ricreando il rapporto tra gli eletti e le proprie comunità, riproporre il finanziamento pubblico ai partiti perché la politica non sia solo appannaggio dei poteri forti, abolire l’immunità parlamentare per tutti i reati tranne che per quelli di opinione e via di seguito. Ma lo faremo nel corso di altri interventi.

Oggi ci limitiamo a sostenere incondizionatamente i motivi di un fermo No al prossimo referendum del 20/21 settembre, invitando intanto la gente ad andare a votare e non sottovalutare questa occasione e, soprattutto, denunciando l’incoerenza di necessità dei partiti di ispirazione democratica e riformista protesi alla difesa di sé stessi alla faccia dei valori democratici. 

2 Comments

  1. Alfredo Montesarchio ha detto:

    Caro Gaetano, ti leggo sempre con attenzione e piacere perché riesci a ragionare di politica sempre con chiarezza,equità e coerenza. Condivido appieno il tuo pensiero. Con stima Alfredo Montesarchio.

  2. Alfredo Montrsarchio ha detto:

    Caro Gaetano, ti leggo sempre con attenzione e con piacere perché ragioni di politica in modo intelleggibile,(cosa, oggi, molto rara), equo e sopratutto coerente con le tue idee senza subire le fascinazione del momento o gli opportunismo del gregge. Con stima. Alfredo

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