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Tutti sul carro di De Luca, unica assente la politica

Solo qualche mese fa il Governatore uscente non aveva la certezza di vincere la sfida elettorale per il rinnovo del Consiglio Regionale. L’emergenza Covid ha rimesso tutto in gioco. De Luca ha cavalcato l’onda comunicativa proponendosi con le sue decisioni, a volte sopra le righe, come risolutore delle aspettative dei campani. La sua risalita nei sondaggi ha attivato la corsa a salire sul carro del vincitore.  

Editoriale di Gaetano Piscopo

Non vi è dubbio che anche per il nostro giornale la candidatura di Vincenzo De Luca rimane l’unica credibile oggi in Campania, ma abbiamo il dovere di sottolineare alcune storture che sono palesi e che delineano una sua volontà di vittoria che va oltre gli aspetti valoriali e politici di un’alleanza elettorale.

Oltre 400 candidati con 15 liste, rappresentano ancora una volta la sua volontà di indebolire le formazioni che lo sostengono con il tentativo di svuotarne la consistenza. In primis il trattamento riservato al Pd, il suo partito, che gli ha consentito di governare e di assumerne il controllo.

Forse è stato valicato il limite della tolleranza per chi si sofferma a valutare uno per uno i candidati nelle diverse liste collegate.

C’è stata la corsa all’adesione al suo richiamo da parte di grandi elettori prima collegati con il centro destra, o provenienti dall’entourage del sindaco di Napoli Luigi De Magistris e dove si tratta di “impresentabili” vi è stata l’ammissione nelle liste di mogli, figli e parenti degli stessi.

Un chiaro ed evidente segnale del degrado della politica, quella che si sperava fondata sull’impegno civico e suoi valori. Tanto ossigeno per la moda populista e qualunquista di criminalizzare i partiti e la politica.

L’accettazione di ogni possibile candidatura giustifica una smania per il successo fino a diventare una corsa per il trionfo e ovviamente pone in secondo piano le ragioni del buon governo e di un programma coerente di amministrazione nei prossimi anni della Regione.

Tante mediazioni che alimenteranno la confusione anche in vista della prossima tappa elettorale per eleggere il nuovo primo cittadino del capoluogo partenopeo.

Una scelta che allontana la prospettiva di un’alleanza coerente delle forze progressiste, riformiste e democratiche. Sotto la stessa bandiera tante diversità che rischiano di appannare anche i positivi risultati amministrativi ottenuti da De Luca.

Nei giorni precedenti alla formazione delle liste si sono visti all’opera tutti coloro che spesso millantano la rappresentanza di importanti pacchetti di voti e come sempre hanno svilito le ragioni di appartenenza.

Se è vero come è vero che sono 15 anni che si assiste alla stessa sfida tra Stefano Caldoro e De Luca è altrettanto chiaro che i probabili eletti sono da ricercare sempre nella loro immutata cerchia di personaggi di contorno.

Il rischio è quello di vanificare l’impegno di nuovi profili giovani di competenza e renderli solo delle semplici comparse. 

Nel tranello sono caduti tutti e sembra essere stata costruita ad arte una regia per aumentare la competizione senza assicurare il ricambio necessario a dare nuova linfa e prospettiva al governo della Campania.

Anche chi doveva rappresentare un nuovo progetto politico come Italia Viva ha dovuto cedere alla necessità di misurarsi più con gli aspetti numerici che sulla forza della propria identità.

Un azzardo che permetterà a qualche candidato di usare la lista elettorale solo come veicolo di scopo personale. Ciò è avvenuto anche a rischio di mortificare la sensibilità di tanti eredi dell’ultima Leopolda.

Scegliere posizioni diverse secondo le opportunità, come appoggiare il centro destra a Pomigliano per poi aderire ad un’alleanza con il M5S a Caivano, per esempio, non lascia presagire prospettive rosee ed è il chiaro segnale della confusione.

La schiavitù dai “sondaggi” fa indebolire la propria essenza politica e alimenta l’ansia da prestazione”.

Siamo certi di attrarre tante critiche ma il compito di un giornale di ispirazione democratica, riformista e liberale, quale si professa Cityweek, è anche quello di denuncia e richiamo alla coerenza.

Se uscendo dal coro critichiamo gli avvenimenti, con altrettanta forza incitiamo a sostenere quei candidati che rappresentano con chiarezza i valori di un moderno riformismo democratico, che sono e rimangono contro qualsiasi alleanza con i populisti penta stellati, impegnati per sostenere il NO al prossimo referendum costituzionale e fautori di un nuovo patto federativo dei democratici e liberali.

Il nostro giornale darà voce a tutte le energie fresche, coerenti e professionali che si richiamano a questi principi e che sono oggi schierate a sostegno della rielezione di De Luca alla presidenza della Regione Campania.   

1 Comment

  1. Angelo Pappalardo ha detto:

    Oltre a muovere critiche feroci,magari giustificate, proponete anche una valida alternativa. A chi dobbiamo affidare la barra del comando: vorremmo saperlo da voi.

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