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Il pianeta sempre più verde: le finte verità del “ballismo ambientale”

Da anni le immagini satellitari del pianeta certificano che i deserti non si stanno espandendo, ma anzi restringendo. E che il verde sulla Terra aumenta.

di Umberto Minopoli

La deforestazione, il verde che si restringe a causa dei gas serra, la desertificazione come effetto dei cambi climatici? Bugie. Che, però, sono entrate nel senso comune, nella vulgata degli ambientalisti integralisti.

E, anche, nei preamboli ai documenti dei governi sul green deal. Come stanno, in realtà, le cose? Da anni, intanto, le immagini satellitari del pianeta certificano che i deserti non si stanno espandendo, ma anzi restringendo. E che il verde sulla Terra aumenta.

Del resto, per chi conosce appena il ciclo della clorofilla, è certo un dilemma la tesi che afferma un rapporto di causa-effetto tra aumento della CO2 in atmosfera e riduzione del verde: un non senso.

Prendiamo l’Italia, spesso additata a cattivo esempio di “uso dissennato del suolo per scopi edilizi“, pare, invece, dati ufficiali del censimento forestale, che mai sia stata così ricca di boschi e foreste come ora (addirittura per più di un terzo, il 36,4% del territorio).

Sostiene il documento: “non accadeva dalla guerra bizantino-gotica di 1.500 anni fa“. Nel secolo (1900/2000) che, secondo i climatisti religiosi, avremmo dovuto registrare gli scempi della CO2, dei delitti antropici contro il verde e l’ambiente, le foreste italiane sono aumentate del 72,6%.

E’ anche il prodotto della biasimata transizione energetica alle energie fossili (carbone, olio, gas): abbiamo smesso di usare il legname per scaldarci o costruire case. In Italia abbiamo persino ecceduto nel risparmio del legno: abbiamo un tasso di prelievo legnoso (36%) molto al di sotto della media europea (67%).

Nonostante l’incuria e il crimine degli incendi boschivi ci sono circa “200 alberi per ogni italiano“. E ogni anno, dal 2005, decine di migliaia di ettari (almeno 600 mila) diventano bosco (non case). Fenomeno solo italiano? Macché.

L’espansione delle foreste è fenomeno europeo e del resto del mondo. I dati dicono che l’intero pianeta è più verde oggi rispetto a vent’anni fa.

Lo conferma la Fao (quella che si occupa della fame nel mondo): le foreste, anche nel mondo, coprono un terzo della terra (4,06 miliardi di ettari), metà ettaro di foresta per ogni abitante del pianeta.

Tutto questo verde a disposizione è il prodotto dei “mali” che l’ambientalismo integralista indica come altrettante “colpe antropiche“: l’agricoltura intensiva che risparmia “suolo” (che, invece, gli impianti rinnovabili divorano); i materiali innovativi (tra cui la plastica e il cemento) che hanno sostituito il legname in migliaia e migliaia di applicazioni (perfino le travertine dei treni); la sostituzione del carbone vegetale (ricavato dagli alberi) con quello da miniera nell’industria siderurgica e del ferro; l’industrializzazione del food.

Oggi serve meno terra per produrre più cibo. E’ il trend della modernità. Prendete un quadro delle colline toscane del 300 e confrontatelo con lo stesso paesaggio oggi: quelle colline erano tutte coltivate per la sussistenza . Oggi sono coperte di boschi e foreste.

Infine, non c’è una “Natura che si ritira” sotto i colpi dell’uomo, come lamenta l’ambientalismo religioso che alla deforestazione è arrivata ad attribuire pure i virus” (semmai è l’opposto), ma al contrario si riprende i suoi spazi.

L’espansione continua delle foreste, dove prima c’era agricoltura, comincia a dare boschi stabili, maturi ed evoluti e, perfino, l’espansione della vita selvatica: cervi, cinghiali, lupi, e altre specie viventi tra cui insetti o piante).

Insomma, la prossima volta che vi va di dilungarvi sulle nenie della morte dell’ambiente, dell’esaurimento delle risorse verdi del pianeta, ricordatevi di queste verità….terra terra.

1 Comment

  1. Salvatore Sotgiu ha detto:

    Nel fare affermazioni così controccorrente, penso sarebbe il caso di portare a sostegno delle proprie affermazioni il nome delle fonti utilizzate.
    Se no siamo nel campo del negazionismo climatico, in compagnia di tanti altri negazionisti, novax, terrapiattisti e compagnia bella.

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