

di Pino de Martino
Il giorno dopo è tutto un plauso per il segretario metropolitano del Pd Marco Sarracino. E lui va a nozze nella parte di salvatore della patria. Ma a ben vedere c’è ben poco di cui vantarsi. Anzi.
C’è poco o nulla di straordinario nel registrare la disponibilità del presidente Vincenzo De Luca a tenere insieme “perimetro di governo” e “perimetro regionale” come in perfetto politichese chiedono i dem e come ottenuto facilmente ieri.
Con una crisi di governo tutta ancora da risolvere, chi si sarebbe assunto la responsabilità di rompere un tavolo unitario appena avviato? Non certo il governatore, che spera sempre di vedere il figlio Piero nella compagine governativa. E poi bisognerà vedere cosa ne pensano i 5S, assenti ieri al tavolo, e sempre ostici ad una intesa con il governatore.
Dunque il bottino è magro. Addirittura povero se si considera che tra gli esclusi alla riunione di ieri figurano candidati come Antonio Bassolino e Alessandra Clemente per il gruppo Dema.
Contro il movimento del sindaco De Magistris i veti sono tanti. Pd e De Luca su questo concordano a meraviglia. Solo poche voci dissentono, ma non fanno rumore.
Nei confronti di Bassolino si va pure oltre. Si fa finta che non ci sia. Anche sull’ex sindaco di Napoli e governatore, De Luca e Pd sono in piena sintonia: nessun dialogo. Grave errore.
Come si fa a parlare di tavolo unitario della sinistra tenendo fuori due importanti realtà (anche elettorali) come il Sindaco uscente e chi ha governato, seppure tra luci e ombre, Città e Regione per 20 anni di fila? Supponenza.
Non si costruisce niente in politica facendo trionfare gelosie personali, antiche ruggini, mai sopiti conflitti, sentimenti d’odio come in molti nel Pd napoletano nutrono nei confronti dell’ex ministro del Lavoro. De Luca in testa.
A Nicola Porro di Quarta Repubblica, Bassolino ha dichiarato proprio ieri sera che sarebbe bastato che il partito nel corso dei 19 processi (con altrettante assoluzioni) avesse detto: “Fiducia nella magistratura e fiducia in Antonio Bassolino. Questa seconda parte della frase non è mai stata pronunciata“.
Sarà difficile, anche per tutto questo, tenere lontano Bassolino dalla competizione comunale. Mille motivazioni daranno forza e tenacia ad un politico di antico corso. Far finta che non ci sia sarà un errore madornale. E tenere il gruppo Dema fuori dal tavolo anche. Ma la sinistra italiana ama da sempre fare harakiri.