

di Peppe Papa
Liberal-democratici, riformisti, repubblicani e europeisti uniti nella lotta, tranne qualcuno. Su queste basi ha preso il via ieri “Programma per l’Italia”, la nuova piattaforma politica guidata da Carlo Cottarelli, nata dall’iniziativa di Azione, Più Europa, Partito repubblicano italiano, Alleanza liberaldemocratica per l’Italia e Liberali che ne compongono il comitato scientifico.
Avrà il compito, come è stato spiegato nel corso della conferenza stampa online sulle pagine social dei promotori, di “elaborare proposte per risanare il Paese, coinvolgendo personalità indipendenti del mondo della cultura, dell’economia, delle professioni, del lavoro, dell’imprenditoria, del volontariato e della politica”.
Qualcosa si muove, dunque, in questo ampio fronte politico che, alla luce degli stravolgimenti provocati dalla pandemia, avverte in maniera ineludibile la necessità di una casa comune. Ancorata agli ideali europei e resa competitiva per le elezioni politiche, quando saranno.
L’operazione, pertanto, non ha mancato di suscitare attenzione e registrarne anche qualche severa critica.
Ottimi gli intenti, ma poco accogliente, ad esempio, visto che incomprensibilmente, dalla lista dei promotori, lunga e autorevole, è stata esclusa Italia Viva di Matteo Renzi il quale, come è noto a tutti, sta lavorando proprio allo stesso progetto.
Così come mancano all’appello la rete delle fondazioni libdem nazionali e i movimenti liberali che pure sono molto diffusi, per non parlare dello stesso Partito liberale italiano.
Una formazione che nasce liberale e lo fa ad excludendum è una contraddizione in termini.
Cosa che non è sfuggita a ‘Base’ di Marco Bentivogli e alla Fondazione Einaudi presieduta da Giuseppe Benedetto i quali, per questa ragione, hanno declinato l’invito a aderire.
Una scelta coerente quella dell’ex sindacalista e del presidente Benedetto che guidano le loro rispettive attività nel solco dell’integrazione di un’area riformista liberale sempre più ampia.
Insomma, non è stata una buona idea porre veti, la situazione è seria e c’è uno spazio politico enorme da occupare, serve all’opposto il massimo dell’apertura.
Non è piaciuta, neppure, la mancanza di qualsiasi riferimento europeo, come ha sottolineato un sorpreso Sandro Gozzi, parlamentare di Renew Europe a Strasburgo. “E’ una situazione piuttosto bizzarra – ha scritto – per cui a Roma si annuncia una proposta liberal-democratica, ma si lascia fuori sin dall’inizio chi fa parte del mondo liberal-democratico al Parlamento europeo”.
Una falsa partenza, non c’è dubbio, che conferisce all’operazione i caratteri del velleitarismo, destinandola a perdersi nell’indifferenza. Sarebbe un vero peccato. Un’occasione sprecata, in attesa che qualcun altro forse ci provi con miglior fortuna, prima che sia tardi.
12 Comments
Se si continua a lasciare fuori Renzi, trovo che sia un vero stillicidio per una nuova politica riformista, per una democrazia che dia alla politica il cambiamento che necessita, che svegli le coscienze dei giovani, altrimenti rimarrà la solita politica piatta e di convenienza.
“I liberali disertano” e niente già il titolo fa un pò ridere in effetti.
Renzi lo si teme perchè davvero in gamba. E’ di una piccineria indicibile aver escluso IV dall’iniziativa.
Mi sorprende l’assenza dei libetali e l’esclusione preconcetta di Italia Viva. Mi sembra che si parta con il piede sbagliato. Di liberale ci vedo solo il nome, sembra più un club molti elitario, poco entusiasmante. Mi dispiace di leggere tra i promotori il nome di Carlo Cottarelli.
E’ mai possibile che in questo paese DEL PARTICOLARE di Guicciardian memoria non si riesca a mettersi d’accordo su nulla? L’Italia in questo momento ha un bisogno vitale di una rappresentanza liberal-democratica che quardi a sinistra.E’ cosi”
‘ difficile da capire? Queste divisioni tra parenti stretti oltre che incomprensibili sono disastrose per il futuro del paese.Siamoil paese malato di leadership.Che pena!
Condivido in pieno le opinioni espresse dall’articolo. O ci si prova tutti insieme…o meglio lasciar perdere.
E’ importante definire un perimetro “di idee e contenuti” e di lascirci entrare tutti quelli che li accettano e sottoscrivono.
Punto primo del docum ento fondativo: nessuno per ora può accampare alcun diritto di Leadership… una volta scelta una piattaforma, progetti e idee, si chederà a chi vorrà iscriversi di scegliersi il leader… allora, partendo tutti come aderenti al nuovo soggetto politico, chi si candida e sarà votato dalla base diventerà il “leader pro tempore”
Nessun movimento liberale può esistere senza Renzi
Esludere Renzi è un grosso errore.Vi comportate peggii dei niootini di stalin Quelli almeno lo fanno perché,diciamo,hanno un’ideologia?Voi lo fate perché avete paura,che essendo troppo bravo,poi, sarà lui a comandare e vi trema la sedia da sotto il culo.Il primo ad aver paura è calenda.
Da Cottarelli non mi aspetto accettasse i veti imposti da Carlo Calenda e da Emma Bonino,e sinceramente sono felice del floop,escludere IV promotrice del progetto per far fuori Matteo Renzi,è la cosa più squallida che si potesse fare.Orgogliosa di appartenere a Italia Viva.
Rimango sconcertato da questa presa di posizione. Ero e sono molto interessato a questa iniziativa. Finalmente un’idea politica orientata ad un effettivo riformismo dopo 30/40 anni di assenza della classe politica e dirigente di questo paese alle istanze che venivano dalla nostra società, fatta eccezione il breve periodo del governo Renzi. Io credo che chi abbia posto un veto a IV alla partecipazione di questa iniziativa stia commettendo un grande errore. Mi dispiace dirlo ma si è partiti con il piede sbagliato. Spero che sia stato un incidente di percorso e che sia corretto al più presto. Questo paese ha bisogno di gente e politici dotati di coraggio, idee, competenza ed etica, perciò sono incomprensibili queste divisioni. Cordiali saluti a tutti.
Con i veti non si va da nessuna parte, bravo Bentivogli e i Liberali a chiamarsene fuori, Italia Viva é un soggetto importante al pari degli altri.
Da Cottarelli non me lo aspettavo…da Calenda e Bonino si…peccato poteva essere un esperimento vincente…ma senza Renzi non puo’ decollare….