

di Peppe Papa
Pierluigi Bersani non si è mai più ripreso dalla batosta rimediata quando si lasciò sfilare di mano il Pd da Matteo Renzi. Da allora il suo torpore politico è diventato inarrestabile, così come il rancore verso l’ex segretario che lo aveva spodestato. Tanto da diventare un’ossessione.
Ospite fisso nei talk televisivi, specialmente quelli su La7, con la sua aria un po’ sorniona fatta di schiettezza strapaesana e tanta concretezza emiliana, sciorina la sua visione politica, discetta su come rifondare la sinistra, riformare il Paese e l’Europa.
Fermo restando Renzi, il suo chiodo fisso, trovando sempre il modo, in tanto parlare, di lanciare la fatwa additandolo al pubblico ludibrio come il male assoluto. Lui il nemico da abbattere. E ci mette tanto accanimento da trasformarsi nella caricatura di sé stesso, prigioniero del suo personaggio da inconcludente visionario di un’epoca passata.
Ieri a “L’Aria che tira” su La7, e dove se no?, chiamato a commentare le parole del leader di Iv, sull’opportunità di prorogare dalle 22 alle 23 l’orario del ‘tutti a casa’, le ha definite “solite coglionate” perché “se calano contagi e ricoveri negli ospedali a maggio è ovvio che si sta aperti fino alle 11 o mezzanotte”.
Poco importa che Renzi avesse detto più o meno la stessa cosa, salvo ammonire il centrosinistra a non l’asciare l’argomento “coprifuoco” nella piena disponibilità del fronte opposto. Evitare, insomma, di essere contro per principio, sottraendo così terreno al populismo, cui ogni pretesto è buono per alzare la tensione. Per Bersani, semplicemente, la questione non esiste.
Quello di cui si dice sicuro, però è che “il governo Draghi durerà finché la destra non lo scaricherà, quando avrà calcolato che la ricreazione è finita e comincerà a immaginare l’appuntamento elettorale”. E allora come sempre – è la specialità della “ditta” – lesto lancia l’allarme, chiamando a raccolta il campo progressista: “diamoci una mossa”.
In verità, se fosse per lui tornerebbe nel Pd, ma pretende che glielo chiedano espressamente, ben sapendo che non accadrà mai specie adesso che alla guida del partito è arrivato Enrico Letta. Quello che, al posto suo, andò a fare il presidente del Consiglio nel 2013 e che contribuì a far fuori addossando poi la colpa al solito Renzi. Ed Enrico, non è uno che dimentica.
Pertanto non gli resta che sperare in questo “campo largo” vagheggiato dal segretario dem, restando fermo nell’idea dell’assoluta necessità di un patto di ferro con i Cinquestelle guidati da GiuseppeConte, di cui è rimasto impressionato estimatore. “C’è questo percorso verso una maturità di un Movimento che è nato da pochi anni – ha spiegato alla conduttrice della trasmissione – e Conte può essere il traghettatore, lo ha già dimostrato”.
“Conte – ha proseguito – è stato trattato malissimo e anche Draghi lo è stato dicendo che camminava sulle acque. Bisogna avere un giudizio equilibrato, la gente normale ce l’ha. I soldi di cui stiamo discutendo, li ha presi Conte in Europa…”. Proprio così, li ha presi Conte.
Il quale deve far presto a conquistare la leadership del M5S per completarne la “maturazione”, sapendo però che “bisogna strapparsi un po’ la giacca”. Sì, secondo Bersani, l’ex premier ora “deve fare un po’ come Hulk, strapparsi la giacca. Non si fa un cambiamento senza qualche sofferenza e qualche strappo sulla giacca. Il cambiamento deve essere serio”.
Chissà se Conte lo starà a sentire, certo non sembra abbia il fisico né l’aplomb dell’uomo che, verde di rabbia, si trasforma in un pericoloso energumeno spacca tutto. Probabilmente questa volta ha un po’ esagerato, forse si è lasciato prendere dall’ansia di non vedere ancora compiuta, come si auspica, la definizione di un’alleanza che stenta a prendere corpo. Vai a sapere.
1 Comment
Caro Bersani, non ti stimo e non ti ho mai stimato , secondo me hai sempre fatto politica per convenienza fino a raggiungere la tranquillità della vita.
Te hai sempre combattuto contro Renzi ,che sai benissimo essere una spanna superiore a te , ma hai fallito completamente .
Penso che nella vita quotidiana , familiare ,ma fuori dalla politica ,tu sia anche una brava persona , in ogni modo lascia la politica e vivi sereno.