

di Peppe Papa
La magistratura non molla Matteo Renzi finito, negli ultimi giorni, sotto i riflettori dei media nazionali per un nuovo avviso di garanzia, questa volta indagato dalla Procura di Roma, in merito alla realizzazione del documentario su Firenze, prodotto dal suo amico Luca Presta.
Una pressione alla quale, il leader di Italia Viva, sta reagendo alla sua maniera ostentando tranquillità e piena disponibilità a collaborare con i giudici. Senza rinunciare, però a segnalare che la notizia dell’indagine viene fuori in contemporanea della presentazione del suo nuovo libro, “Controcorrente”, dove la magistratura ne esce fatta a pezzi.
Certamente una “circostanza” ha commentato malizioso, nel corso della presentazione del volume ieri nel capoluogo toscano, confermando nel contempo “la piena e massima disponibilità agli inquirenti romani a chiarire tutto”, e che da parte sua “non c’è nessuna rabbia istituzionale”.
“Tutto è perfettamente documentato, legittimo, regolare – ha sottolineato – e quando i magistrati ci chiederanno conto, vedranno che dalle carte è tutto a posto. Sono assolutamente tranquillo, perché questa roba non sta né in cielo né in terra. Quando accadono queste cose – ha aggiunto – io le vivo con la voglia di chi sa che il tempo è galantuomo”.
E puntualmente ne è arrivata una conferma, segnando un punto a suo favore nei confronti del sistema giudiziario che lo tiene attenzionato. E’ stato lui stesso nel pomeriggio su Fb a parlarne, la vicenda attiene, manco a dire, a storie di Tribunali che hanno visto coinvolta la madre del Senatore, Laura Bovoli.
La quale è stata assolta, dal Tribunale di Cuneo, dall’accusa di concorso in bancarotta fraudolenta. Per i giudici non può essere ritenuta responsabile per il crack della Direkta, società che distribuiva porta a porta volantini pubblicitari per la grande distribuzione che era fallita nel 2012. Una notizia che all’epoca dell’accusa fece molto scalpore creando non pochi imbarazzi a Renzi.
Ma che adesso, dato l’esito, trasforma a proprio vantaggio, se non altro dal punto di vista della comunicazione. “In tanti mi chiedono – ha scritto sul suo profilo social – perché sulle questioni della giustizia non uso un tono più aggressivo. Per un motivo molto semplice. Io continuo nonostante tutto a credere nella giustizia. E nella verità”.
Poi ha attaccato: “Per esempio oggi tutti i media sono scatenati sui miei avvisi di garanzia: sono curioso di capire quanto spazio verrà dato alla notizia di mia mamma OGGI ASSOLTA dopo anni di indagini e processi. Assolta dall’accusa di bancarotta a Cuneo”.
“Perché? – ha proseguito – Perché il fatto NON sussiste. La verità arriva, prima o poi. Tante sofferenze ma poi arriva. Continuino pure ad attaccarmi, io non mollo. E soprattutto: ti voglio bene, Mamma. Scusami se hai dovuto subire tutto questo per colpa mia”.
Perfetto, c’è tutto nel messaggio: amore filiale, il bene che vince sempre, la rivalsa, ma senza rancore, come è d’uso degli uomini forti, vincenti e senza macchia. Niente male, insomma, per uno che in molti vorrebbero ‘arrestare’. In qualsiasi modo.
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Si è già commentato da solo Renzi, sempre con lui e IV