

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 23-11-2016 Roma Politica "Porta a Porta - Si o NO? Speciale Referendum" Nella foto Giovanni Toti, Matteo Renzi Photo Roberto Monaldo / LaPresse 23-11-2016 Rome (Italy) "Porta a Porta - Si o NO? Speciale Referendum" In the photo Giovanni Toti, Matteo Renzi
di Peppe Papa
Toti, Quagliariello e Mastella hanno rotto gli indugi e, a detta dell’agenzia LaPresse, in serata si sono ritrovati da un notaio a Roma per costituire “Italia al centro”, il nuovo contenitore politico che ha l’obiettivo di radunare l’ampio fronte centrista e moderato presente nel Paese, rimasto orfano di rappresentanza.
Della squadra doveva far parte anche Matteo Renzi che per settimane, almeno fino alla rielezione di Mattarella al Quirinale, ha brigato con Toti, ma a quanto pare per il momento, non se n’è fatto niente. Si è chiamato fuori sul più bello, raffreddando gli iniziali entusiasmi.
Ha probabilmente in testa un altro progetto. Sotterrata l’ascia di guerra con Enrico Letta con cui ha ricominciato a parlare, ha concentrato l’attenzione sui territori dove in primavera si terrà una importante tornata di elezioni amministrative, spaziando ad ampio raggio tra il mondo del civismo e le forze politiche locali, dal Pd a Fi, oltre le logiche romane.
C’è poi la questione della legge elettorale dove non ha mai nascosto l’avversione per il sistema proporzionale, “piuttosto meglio tenersi il Rosatellum” che, a detta sua, per via della necessità di formare coalizioni, aprirebbe una prateria proprio alla possibilità di una larga aggregazione riformista.
“Il nostro futuro – spiegò qualche giorno fa, dando un primo colpo all’ipotesi centrista vagheggiata con Toti – non si costruisce in provetta o con operazioni dall’alto. L’area riformista, che qualcuno chiama centro, altri polo liberal democratico, che qualcuno non chiama proprio perché pensa di potere fare a meno di noi, è un’area che nel Paese già c’è”.
In tutti i casi, sarà l’Assemblea nazionale del 26 febbraio a chiarire la linea. Fino ad allora nulla è deciso.
Così come c’è da vedere come svilupperà l’iniziativa presa dal trio guidato dal governatore della Liguria e dalle conseguenze che avrà su “Coraggio Italia”, la formazione che Toti e Quagliariello avevano costituito lo scorso anno con il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro per niente intenzionato a mollare Berlusconi e il centrodestra.
E’ tutto ‘work in progress’, come si vede, per un’area che i sondaggisti stimano tra l’8 e il 15%. Insomma, niente male e, soprattutto, contendibile per chi ne è capace. Ma questo è un altro discorso.
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Spero che Matteo vada avanti per la costruzione di Renew Italia