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Il “piano di pace” di Di Maio è una bufala: Draghi prende le distanze, ma mezzo mondo ancora sta ridendo

Eppure il ministro degli Esteri italiano è ritenuto il più sveglio tra gli scappati di casa M5S, l’iniziativa non concordata con nessuno è stata un disastro per l’immagine del Paese. Meglio per tutti che finisca nel dimenticatoio

di Peppe Papa

E’ ritenuto, con non qualche ragione, il più sveglio tra gli “scappati di casa” dei Cinquestelle, che la dice lunga sul resto della compagnia, il che fa di Luigi Di Maio, titolare della Farnesina, il perfetto nessuno vestito di niente capitato nel posto giusto al momento giusto che ne ha saputo approfittare.

Scaltro, spregiudicato, un vero talento del trasformismo, capace di capire dove tira il vento e posizionarsi a favore rapidamente. Precoce nell’apprendere i fondamentali della politica e in possesso di una faccia di bronzo dall’espressione priva di emozioni, monocorde come la sua voce.

Vicepresidente della Camera, capo politico del Movimento, vice premier, più volte Ministro di dicasteri importanti, infine l’incarico che più delicato non si può, soprattutto in questo frangente di guerra, alla guida del ministero degli Esteri. Ne ha fatto di strada, insomma, il ragazzo venuto da Pomigliano d’Arco.

Solo che fatalmente, nonostante l’aver realizzato di doversi mettere a studiare, le lacune, l’impreparazione, l’approssimazione e l’assoluta mancanza di idee emergono e non c’è modo di mascherarle, anche se nel tempo ha elaborato un metodo per trovare la pezza a colore adatta per ogni situazione.

Purtroppo questa volta, come dicevamo, proprio per la tragica stagione bellica nel cuore dell’Europa scatenata dall’invasione russa in Ucraina, non è bastato il solito ostentato aplomb istituzionale e le chiacchiere vuote sui destini dell’Italia nel mondo per nascondere l’inadeguatezza nel rivestire il ruolo di rappresentante del governo all’estero.

Un dossier troppo complicato per le sue forze, malgrado la buona volontà, la voglia di imparare in fretta e l’assistenza dell’esperto staff ministeriale.

Una gaffe tira l’altra e dopo l’aver dato “dell’animale” in diretta tivvù al capo del Cremlino, chiuso improvvidamente i canali diplomatici con Mosca “finché non ci saranno segnali di allentamento della tensione”, prendendosi lo sfottò del suo omologo russo Sergej Lavrov, “la diplomazia è stata inventata per risolvere situazioni di conflitto e alleviare le tensioni, e non per viaggi vuoti in giro per i Paesi e assaggiare piatti esotici ai ricevimenti di gala”, alla fine ha dato il meglio di sé presentando in pompa magna il “piano italiano per la pace in quattro punti”.

Consegnato nelle mani del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres che avrebbe dovuto presentarlo ai russi, prassi insolita e viziata da un’ufficialità non pervenuta. Pare, infatti, che nel governo nessuno ne sapesse niente, né Mario Draghi, né il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini ne avevano mai fatto cenno, né tantomeno se ne era discusso anche solo informalmente nel Consiglio dei ministri.

Nella capitale russa, fiutato il pasticcio, prima hanno fatto finta di non conoscere il “piano italiano”, poi lo hanno apertamente dileggiato. Dmitrij Medvedev, l’ex presidente tra un Putin e l’altro, lo ha apostrofato come “un flusso di coscienza slegato dalla realtà”.

Uno scorno, una brutta figura planetaria, visto che come c’era da immaginare il ‘piano-fantasma’ è finito comunque sui tavoli di tutte le cancellerie internazionali. Il premier, ovviamente, trincerato dietro il silenzio, ha provato far decantare la questione, ‘meno se ne parla meglio è per tutti‘, avrà pensato, anche per il dilettante Di Maio.

Il quale, afferrato il disastro combinato, con il passare dei giorni ha via via puntato a far cadere l’attenzione sull’iniziativa nel dimenticatoio. Sarà stata dura per uno come lui sempre pronto a esibire in ogni modo la propria attività, il che prova quanto sia stato terribile il suo imbarazzo.

Servirà a fargli capire che deve stare buono al suo posto e lasciare fare agli ‘adulti’, che non è il momento di nutrire smanie di protagonismo? Se è sveglio come dicono, dovrebbe bastare. Anche se noi abbiamo qualche dubbio.

1 Comment

  1. Salvatore Prisco ha detto:

    Non sono un elettore della forza politica del ministro degli Esteri e quindi suo, però mi sembra strano che un’iniziativa di tale rilievo non sia stata fatta conoscere – prima di renderla pubblica – al Presidente della Repubblica e non sia stata concordata col Presidente del Consiglio e col ministro della Difesa. Se così invece fosse fosse stato, certo sarebbe stata improvvida e irrituale. Dico, però: Di Maio non ha consiglieri diplomatici? E’ verosimile che si sia esposto senza avere coperture al massimo livello?

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