

di Peppe Papa
Il segretario del Pd, nella disputa per le piazze della pace lanciata dal leader del M5S, Giuseppe Conte, schiera il suo partito con quella organizzata da un gruppo di associazioni che hanno lanciato un appello alla mobilitazione per giovedì pomeriggio sotto l’ambasciata russa a Roma per chiedere “il cessate il fuoco e il ritiro immediato delle truppe russe dal territorio ucraino”.
Tra i promotori della manifestazione, su una piattaforma chiarissima e senza ambiguità dal titolo emblematico “Non c’è vera pace senza verità. Non c’è verità senza libertà”, Base Italia di Marco Bentivogli, LiberiOltre, Comitato giovani per l’Ucraina e personalità come Luigi Manconi, Sandro Veronesi, Leonardo Becchetti, Luca Diotallevi, Michele Boldrin, Mario Giro, Giovanna Melandri, Giuliano Cazzola.
La posizione dei promotori è radicale, non solo reclamano la fine delle ostilità ma anche il ritiro della Federazione russa dentro i confini riconosciuti dalla comunità internazionale prima del 2014, vale a dire la restituzione anche della Crimea. Oltre all’insediamento di una commissione d’inchiesta internazionale sull’accertamento dei crimini di guerra avvenuti in Dombas, Crimea, Ossezia del sud, Transnistria e Abkazia. Praticamente la testa di Putin.
L’adesione dei dem è arrivata immediata, un’occasione da cogliere al volo, la possibilità di uscire dalla scomoda posizione difensiva cui l’aveva costretta l’iniziativa lanciata da Conte, ammiccante a tutto il popolo dei “sinistrati”, di una grande manifestazione per la pace aperta a tutti quelli che spingono per un negoziato, costi quel che costi, compreso il sacrificio degli ucraini, purché smettano di parlare le armi.
La sinistra interna mostrava insofferenza nel vedersi soffiata dai Cinquestelle uno dei propri temi identitari, la possibilità di riposizionarsi in termini di iniziativa politica è dunque arrivata come una manna dal cielo.
“Ci saremo, e saremo in tante e tanti davanti all’ambasciata russa giovedì 14 alle 18.30, contro l’aggressione di Putin, in solidarietà con il popolo ucraino”, ha scritto di primo mattino su Twitter la responsabile Esteri del Pd e deputata Lia Quartapelle confermando l’adesione alla manifestazione.
Il ‘Masaniello in pochette’ è rimasto un po’ spiazzato dalla mossa, ha reagito con sufficienza motivando il suo no al sit in all’ambasciata russa “perché è una manifestazione del Pd e ne abbiamo, invece, una a breve nazionale e senza cappelli”.
Da Azione e Italia Viva per ora il silenzio, tranne l’intenzione annunciata ieri da Calenda di organizzare “una grande manifestazione a Milano pro resistenza ucraina” in risposta a quella proposta da Conte.
Sarebbe singolare, vista la sostanziale identità di vedute con quelle proposte da Bentivogli & Co., se il Terzo polo non ci fosse, a differenza degli ex amici di Più Europa che hanno annunciato la loro presenza, solo per una questione di idiosincrasia con il Pd. Condividere una scelta non vuol dire maritarsi, ci mancherebbe, ma almeno può aiutare a parlarsi.
1 Comment
Manifestazioni con bandiere e manifestazione senza bandiere.
Quest’ultima è più condivisibile perché la Pace è un sentimento nobile dell’uomo, al di là delle ideologie.