

di Peppe Papa
La destra fa la destra e non c’è niente di cui meravigliarsi, mentre la sinistra si fa risucchiare nel gorgo della polemica identitaria che serve al governo per soprassedere alle vere emergenze del Paese e su cui invece andrebbe incalzato da subito che sarebbe, poi il compito principale dell’opposizione.
Pugno duro sui raduni non autorizzati all’insegna della musica e dello sballo con inasprimento delle pene per gli organizzatori, tenendo ben in vista il manganello, tanto per capirsi. Una strizzata d’occhio ai No-vax con la reintroduzione in organico dei medici obiettori e il congelamento delle multe per chi ha disatteso l’obbligo di vaccinazione.
C’era da aspettarselo, è chiaro a tutti e alla premier Meloni per prima che sulle questioni economiche più stringenti non c’è spazio per scostamenti significativi dalla linea tracciata da Draghi e i suoi tecnici, pertanto niente di meglio che un po’ di revanche ideologica per tenere buoni i suoi e di sicuro effetto populista.
Insomma, fumogeni per distrarre l’attenzione tra le cui spire si sono fatti avvolgere i due principali partiti di opposizione, Pd e M5S, già in competizione tra loro a contendersi lo stesso elettorato, che sono caduti nella trappola spinti a parlare d’altro.
“Tante aspettative, grandi attese. Il governo Meloni ha fatto nel suo cdm di esordio la sua prima scelta. Ha premiato i no-vax – ha twittato il segretario dem, Enrico Letta – peggio di così era difficile iniziare”. E su questa linea si è conformato il partito nelle dichiarazioni che si sono susseguite nel corso della giornata.
Il presidente dei Cinquestelle, Giuseppe Conte ha invece diffuso una nota in cui ha commentato i primi provvedimenti presi da Palazzo Chigi, soffermandosi sulla questione della tolleranza zero per rave e raduni, sottolineando di aspettare di leggere la norma, ma ricordando nel frattempo che “per le camice nere di Predappio e gli evasori questo governo chiude tutti e due gli occhi”.
Niente da dire sulla Giustizia, dove in effetti la premier ci è andata cauta prendendo tempo, ma confermando sostanzialmente la riforma Cartabia, ma niente da dire anche sui temi più scottanti che rappresentano la vera sfida per il governo e la stessa opposizione.
Di caro bollette, emergenza economica, crisi energetica e dei dossier aperti di politica internazionale, nessuno ha speso una parola, ha chiesto conto dell’assenza d’iniziativa dell’esecutivo e della sua presidente. Sapere cosa intendono fare è la vera urgenza, altro che Predappio e No-vax.