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M5S nella stretta del Pd, Conte prova a smarcarsi sulla pelle degli ucraini

L’ex premier con il sostegno del suo king maker del Fatto, Travaglio gioca la carta del pacifismo estremo: “Basta armi a Kiev”

di Peppe Papa

Il Partito democratico si è ripreso la piazza sulla spinta movimentista della nuova segretaria, Elly Schlein appropriandosi dei suoi tradizionali temi di cui i Cinquestelle stavano facendo scempio nel tentativo di ergersi a punto di riferimento della sinistra.

Salario minimo, lotta alla povertà, diritti civili, ambiente hanno ricominciato a risuonare con insistenza in dichiarazioni, interviste, nel dibattito interno al partito e nel tono dell’opposizione in parlamento, diventato meno paludato.

Insomma, in meno di un mese il Pd si è mangiato una consistente fetta di consenso del M5S, tanto da recuperare tutto lo svantaggio accumulato e superarli di quasi cinque punti percentuale, ritornando ad essere saldamente il secondo partito del paese e principale forza dell’opposizione.

Non è sfuggito a Giuseppe Conte e al suo king maker del Fatto quotidiano, Marco Travaglio che di questo passo, alle europee del 2024, si rischia l’estinzione, pertanto sono corsi ai ripari. E l’unico argomento su cui è ancora possibile distinguersi provando a smarcarsi dalla stretta dem, è quello della guerra.

Battere dunque sul tasto del pacifismo, argomento delicato che si presta alla demagogia più cinica, gli è sembrata la migliore strategia per mettere in imbarazzo i democratici del nuovo corso che, con non qualche mal di pancia, sono sulla linea della fermezza all’aiuto anche militare alla resistenza del popolo ucraino.

Hanno preparato la cosa con cura in vista dell’appuntamento in parlamento con la premier Giorgia Meloni per il voto sulle risoluzioni che precedono il Consiglio europeo di questa settimana a Bruxelles, tra cui, appunto, la conferma del sostegno bellico all’Ucraina.

A dare fuoco alle polveri è stato il giornale di ‘famiglia’ che, ignorando quasi del tutto la notizia dell’incriminazione di Putin da parte della Corte penale internazionale, apriva con un titolo modello scoop: “Decine di soldati ucraini in Italia per addestrarsi”.

Seguito il giorno dopo, cioè ieri, con un’intervista all’ex premier sullo stesso argomento nel quale dichiarava, senza mezzi termini, “il governo ci trascina in guerra”. Fa niente se poi si è scoperto che i soldati ucraini erano appena venti e non decine, impegnati nell’apprendimento del sistema missilistico di difesa aerea Samp-T fornito da Italia e Francia come da tempo risaputo e necessario.

Una motivazione un po’ grottesca per fomentare la platea, niente altro, nella speranza che i ‘veri’ pacifisti abbocchino. In questa direzione d’altronde Conte e i suoi non si sono risparmiati, sempre con il sostegno del foglio ‘travagliano’.

Sulle armi – ha sproloquiato l’avvocato di Volturara Appula – abbiamo già dato. Chiediamo all’Italia e al governo uno sforzo diplomatico: c’è bisogno di qualcuno che imprima la svolta per fermare questa escalation militare. Se si continua così ci si trascina in guerra”.

L’invito (finto) a “ragionare” era evidentemente rivolto alla Schlein con il chiaro intento di metterla in difficoltà rimarcando da parte sua l’augurio che “il Pd possa fare questa scelta in una direzione che noi abbiamo già intrapreso”. Salvo non avere nessuna idea di come imporre la fine del conflitto con la leva della diplomazia.

Ma questo per Conte e la banda del Fatto è un dettaglio, Zelensky per loro farebbe bene ad arrendersi e dare a Putin quel che è di Putin, smetterla con questa guerra assurda che ci ha creato fin troppi problemi. Sperando che basti per non farsi succhiare altro sangue dalla famelica riscossa dei dem. E per quanto riguarda gli ucraini beh, si arrangino.

1 Comment

  1. Giuliana ha detto:

    Ma che commento possiamo dare. ? I leaders politici devono avere valori fondamentali, radici come base del loro lavoro, devono riflettere I voti dei cittadini. NO ,come alcuni leaders, cambiano in accordo no alle voci dei cittadini, ma alla convenienza politica del momento.j

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