

di Serena Cirillo
In un’atmosfera densa di emozioni, ricordi e suggestioni è stata inaugurata il 1° luglio, la stagione di balletto alle Terme di Caracalla con la “Cenerentola” di Prokofiev. Il balletto, messo in scena dal Teatro dell’Opera di Roma sotto la supervisione della direttrice Eleonora Abbagnato, già étoile dell’Opera di Parigi, viene riproposto dopo sette anni di assenza dalle scene con la leggendaria coreografia di Rudolf Nureyev.
A riprendere la creazione del geniale maestro, già inarrivabile icona del balletto, uno staff di coreografi d’eccezione: Aleth Francillon, Gillian Whittingham, Benjamin Pech, Sylvie Guillem e il napoletano Luigi Neri, ex solista del Teatro San Carlo che ha proseguito la sua brillante carriera come Maitre de ballet e coreografo in vari teatri in Italia e all’estero.
La novità della coreografia di Nureyev sta nell’ambientazione nella Hollywood degli anni ’30, metafora ideale per raccontare una storia molto più vicina alla fiaba che alla realtà. Il mondo del cinema, tanto amato dal Maestro e descritto molto bene, rappresenta una rivisitazione che, nel rispetto della partitura di Prokofiev, risulta originale e anticonvenzionale dando un’interpretazione attuale e vicina al mondo di oggi.
La “Cenerentola” presentata alle Terme di Caracalla si apre con il primo atto a Los Angeles, a casa della ragazza, con un padre alcolista e le odiose sorellastre che ambiscono alla carriera cinematografica. La tirannica matrigna è interpretata da un uomo travestito, figura a cui spesso si ricorre nel balletto per esasperare un personaggio sgraziato e poco femminile.
Per la dolce fanciulla l’incontro fatale avviene nel prestare soccorso ad uno sconosciuto vittima di un incidente, che poi si rivela essere un produttore cinematografico. Il quale, incantato dalla bellezza e dall’eleganza innata di Cenerentola, le offre il ruolo principale nel suo nuovo film.
L’ascesa dell’eroina comincia col viaggio in Limousine anziché in carrozza. A seguire, non il ballo al castello del principe ma le riprese sul set cinematografico col divo del momento come protagonista. In quel contesto, le sorellastre cercano di farsi notare, ma la loro presenza viene completamente offuscata dall’arrivo di Cenerentola che si innamora, ricambiata, dell’attore con cui gira il film.
Come da tradizione, la giovane scappa allo scoccare della mezzanotte, perde la scarpetta, e il moderno “principe azzurro” la raccoglie. L’attore, partito alla ricerca della fanciulla, attraversa il marasma dei locali notturni di Los Angeles, come in una moderna Odissea, e infine la ritrova per proporle il contratto del film.
L’allestimento originale dell’opera di Parigi, insieme alla scenografia e ai meravigliosi costumi in stile anni ’30, contribuiscono ad assimilare lo spettacolo ad un capolavoro del cinema muto. Rebecca Bianchi, nel ruolo della protagonista, conferisce leggerezza e passione al personaggio, riuscendo a coniugare in modo splendido la drammaticità dell’interpretazione con la perfezione tecnica.
Il principe azzurro è una figura estremamente moderna: divo egocentrico che però, grazie all’incanto dell’amore, tira fuori la sua parte migliore. Ruolo non facile, quello del principe, interpretato con pulizia tecnica e capacità di tenere la scena da parte di Michele Satriano. Eccellenti nelle variazioni del repertorio classico, le ‘sorellastre’ Alessandra Amato e Susanna Salvi.
Spettacolo incantevole, insomma, che però fa riflettere. Sarà una coincidenza la scelta di questo titolo per l’apertura della stagione alle Terme? Certo è che la danza, purtroppo, è diventata la ‘Cenerentola’ delle arti dello spettacolo (cit. Luigi Neri). Insieme all’ammirazione che questa meravigliosa arte suscita, dunque, non possiamo non provare sgomento per le tristi condizioni in cui attualmente versa il mondo del balletto.
In Italia esistono 14 Fondazioni Lirico Sinfoniche, teatri che rappresentano eccellenze nel nostro paese e nel mondo. A queste fondazioni corrispondono altrettante orchestre e cori, ma solo 5 corpi di ballo; 8 di esse hanno perso il loro corpo di ballo e per le produzioni di balletto, oppure di opere con balletto, si rivolgono ad agenzie e compagnie esterne.
Parliamo del Teatro Petruzzelli di Bari, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Lirico di Cagliari, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro Carlo Felice di Genova, Teatro Regio di Torino, Teatro Verdi di Trieste, Teatro La Fenice di Venezia. A lanciare l’allarme sono stati quattro danzatori professionisti: Anna Chiara Amirante, Vito Lorusso, Andrea Morelli e Alessandro Staiano, attraverso il canale social “Danza Error System”.
La danza coinvolge milioni di persone (allievi, danzatori professionisti, insegnanti, maitres de ballet, scuole, coreografi, direttori e tutto l’indotto collegato) e la chiusura dei corpi di ballo, comporta la perdita di tanti posti di lavoro. E’ una realtà importante che non deve essere trascurata, anche perché il balletto classico è nato in Italia ed è stato esportato in tutto il mondo rendendo celebre il nostro paese al pari delle altre arti.
I danzatori italiani sono presenti in ben 111 compagnie di balletto europee, validi professionisti per cui in Italia non c’è posto. Ripristinare i corpi di ballo porrebbe un freno a questa fuga e sanerebbe un vulnus tutto italiano, riconoscendone l’importanza culturale e la rilevanza economica.
10 Comments
Descrizione accurata dello spettacolo. Nel contempo fotografia impietosa e dettagliata della danza in Italia.
Brava
In questo mondo in cui si è perso il senso dell’armonia e dell’equilibrio – tema centrale a l’origine di tutre le arti: quella greca-, è un miracolo che ci siano ancora spettacoli di danza classica
Il popolo va educato al Bello poiché naturalmente tende all’ orribile per poi creare orrori storici
Da questo punto di vista i produttori e gli interpreti di contenuti artisti hanno una responsabilità enorme
La tanto diffusa moda della rivisitazione in chiave moderna rovina la magia della fiaba originaria poiché cala la storia in un contesto di grigia periferia americana che nulla ha di fiabesco
Il sogno ne risulta così depotenziato come lo è l’immatricolazione…. E cos’è l’arte senza immaginazione. Na cosa zoppa.
Nuovo, diverso, moderno non vuole dire necessariamente migliore
Cmq: De gustibus
Che bello! Grazie!
Un vero peccato le difficoltà del balletto!
Top
Come spesso succede, noi italiani siamo maestri nello svilire le nostre eccellenze …
triste ma vero. bisogna sensibilizzare l’opinione pubblica
Maestoso articolo! Un Grazie speciale a Serena che ha descritto in maniera impeccabile l opera (da vedere assolutamente!) e le condizioni attuali del nostro balletto in Italia…
Ripristiniamo i corpi di ballo! Facciamolo ora!
Splendido articolo. Complimenti Serena
Fantastico clima in questa Cenerentola! Eternità di una storia dove trionfano ora e per sempre i sentimenti, la bravura, l’arte autentica e l’amore disinteressato e sincero come bene spiega Serena Cirillo nell’articolo che commenta il balletto e il senso che lo connota.
in linea di massima sono d’accordo, ma nella fattispecie la rivisitazione è stata molto efficace. Nureyev geniale nella sua coreografia