

di Serena Cirillo
La sensazione di essere immersi in un altro mondo, antico e raffinato, fatto di eleganza e tradizione, ci avvolge appena varchiamo la soglia del Museo del corallo “Casa Ascione”. A dispetto della sua ubicazione, all’interno della centralissima Galleria Umberto I, nel cuore di Napoli, gode di una tranquillità solenne e misteriosa, come un luogo incantato.
E’ un tempio di bellezza dove la storia, magistra vitae, mostra il suo lato migliore. Ed è proprio per celebrare la storia del magnifico opificio Ascione, fiore all’occhiello dell’imprenditoria locale, ma con rilevanza internazionale, che viene riaperta e prorogata fino al 6 gennaio 2024 la mostra sul corallo e sulla vita e le opere di Giovanni Ascione, principale artefice dell’azienda di famiglia.
Ancora adolescente, Giovanni Ascione si fa apprezzare negli anni ‘30 per il suo talento creativo dal padre e dallo zio, soci nella gestione della rinomata manifattura “Giov. Ascione e figlio”, che dal 1855 si occupa della produzione e vendita di corallo e cammei a Torre del Greco. Dopo aver completato i suoi studi prima in Italia e poi all’estero, passando per la Real Scuola di incisione di Torre del Greco, Giovanni Ascione entra nella gestione dell’azienda arricchendola con la sua sensibilità artistica unita ad un’eccellente formazione culturale che continuerà a coltivare per tutta la vita.
La mostra antologica, patrocinata dal FAI, ripercorre 50 anni di creazioni di un artista visionario, precursore e innovatore che è riuscito a coniugare con leggerezza e sapienza l’antica abilità dell’artigianato locale con le competenze del design moderno sempre al passo con i tempi. Troviamo schizzi, bozzetti, progetti, preziosissimi gioielli e oggetti realizzati su commissione, o frutto dell’estro personale.
Molto interessanti anche i manifesti, dipinti a mano, per le Esposizioni Internazionali; uno in particolare, quello dell’Esposizione Coloniale internazionale di Napoli del 1935, racchiude in un’immagine un importantissimo pezzo di storia del nostro paese, con evidenti ed inevitabili richiami al regime e all’ideologia fascista.
La mostra si articola in due sezioni: nella prima troviamo rami di corallo di vari tipi e provenienza, insieme ad antichi strumenti per la sua pesca e lavorazione, in un percorso che ne illustra la filiera completa. Ci sono anche fotografie della fabbrica Ascione risalenti ai primi anni del secolo scorso: i macchinari, gli artigiani del cammeo, gli operai (prevalentemente di sesso femminile) testimoniano una realtà virtuosa che tuttora fa parte delle eccellenze del nostro territorio.
Nella seconda sezione possiamo ammirare i prodotti realizzati: capolavori di gioielleria, oggetti d’arredo e sacri realizzati prevalentemente in corallo, ma anche in pietra lavica, tartaruga, giada e metalli preziosi. Estremamente affascinante è la sezione dedicata al cammeo: si parte dalla conchiglia grezza per arrivare al prodotto finito attraverso tutte le fasi della lavorazione.
Innumerevoli sono le immagini raffigurate in queste preziosissime miniature: dalle scene mitologiche a quelle sacre, dai paesaggi ai ritratti, molti personalizzati come quello della regina di casa Savoia Maria José, perfettamente riconoscibile data la precisione dell’esecuzione. Tra i tanti oggetti realizzati su commissione, c’è la parure nuziale della regina Farida d’Egitto, realizzata interamente in corallo con una lavorazione davvero unica.
Il calice in argento dorato con malachite e corallo che il principe di Piemonte Umberto di Savoia donò al Santuario della Madonna di Montevergine, la teca che conserva le spoglie di San Gennaro nella cripta della cattedrale di Napoli, il reliquiario di San Paolo in argento, corallo, agate, smalti, custodito a Malta.
Manufatti creati per personaggi famosi che attraverso l’arte raccontano la storia, la politica, i costumi, lo spaccato di un’epoca che vede l’alternarsi di vicende che hanno caratterizzato il nostro paese. In sintesi, un trionfo di arte e bellezza che affascina ogni visitatore, dagli addetti ai lavori ai turisti di passaggio.
La mostra, dal titolo “Giovanni Ascione”, resterà aperta dal 4 settembre 2023 al 6 gennaio 2024 al Museo Ascione, via San Carlo – Angiporto Galleria Umberto I – Napoli, tutti i giorni dalle 10,30 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 19,30. L’ingresso è gratuito e si effettuano visite guidate su prenotazione chiamando al n.081/421111. Allo show room spesso è possibile incontrare alcuni dei figli del mitico Giovanni, che conservano e tramandano con orgoglio la gloriosa tradizione di famiglia.
7 Comments
L’arte di lavorare il corallo, una delle eccellenze della nostra meravigliosa Regione.
Ci vorrebbero più botteghe di artigiani e meno friggitorie: solo così si potrà preservare il bello della nostra terra.
Che meraviglia! Interessante articolo, grazie Serena! Aggiungero’ nella lista delle cose da vedere a Napoli in un prossimo week end 🙂
Hai ragione Fabrizio, ma anche il popolo dovrebbe apprezzare queste realtà
Vale la pena
Si ricomincia alla grande, complimenti
Impeccabile, come sempre. Complimenti Serena
Il corallo e il Museo Ascione rappresentano uno dei più significativi retaggi del nostro patrimonio culturale, come afferma Serena Cirillo in questo articolo, una pace e una misteriosa e incantata atmosfera si avvertono appena varcata la soglia di questo mondo di armonia e bellezza.
Bello il corallo, grazie Serena per aver fatto conoscere varie sfumature di questa arte