

di Peppe Papa
Può sembrare una barzelletta, invece è la realtà che supera la fantasia, Elena Bonetti e Ettore Rosato, dopo aver lasciato Italia Viva del loro mentore Matteo Renzi, hanno lanciato ufficialmente la loro creatura politica. Un nuovo progetto che intende rilanciare la semantica del fu Terzo Polo, con l’intento di costruire finalmente la casa dei liberal democratici, riformisti, europeisti italiani.
Oltre Calenda e Renzi, dunque, ci sono anche loro, con tanta buona volontà, a ingolfare ancora di più, se necessario, il fronte politico che nelle intenzioni vorrebbero aggregare, creando confusione su confusione.
Si chiama “Per” (Popolari -europeisti Riformatori) l’associazione cui hanno dato vita, con lo scopo di aggregare persone, amministratori territoriali, professionisti, associazioni e proporsi come elemento di sintesi delle loro diverse sensibilità.
Mannaggia la novità, nessuno ci aveva pensato prima, speriamo che l’intuizione sia stata quella giusta, magari ai due leader di Iv e Azione può venir buono lo stimolo a fare di meglio, o quantomeno provare a cooptarli.
Certo, avrebbero fatto prima, a giocarsi le proprie carte in un consesso già strutturato come quello del partito in cui militavano, Italia Viva, facendo pesare le loro ragioni e il sostegno popolare cui dicono di godere, ma l’ego gioca brutti scherzi, anche se si è percepiti come un rincalzo .
Pertanto, hanno deciso di giocare la loro disperata partita in solitaria, contando sul proprio presunto personale appeal, ma l’impresa sembra disperata, non solo perché per avere voce in capitolo servono consensi, cioè possedere un pacchetto di voti sicuri in dote, ma anche una prospettiva politica praticabile che non sia il già inflazionato “spazio popolare, riformatore che prende l’eredità del Terzo Polo”.
Insomma, una boutade, Bonetti e Rosato potevano risparmiarsela, nessuno può dar credito al loro appello di costruire “uno spazio popolare e riformatore che sappia riportare la politica italiana alla realtà dei territori e ai bisogni delle persone, superando estremismi e individualismi” come ha hanno spiegato l’ex Ministro, presentando il nuovo soggetto politico nella sala Nassirya del Senato. Sa di stantio. Niente di nuovo, a meno che, appunto, non si abbiano i ‘numeri’ a proprio favore. E non sembra questo il caso.
La verità è che l’iniziativa, anche apparentemente autonoma, sembra puntare più prosaicamente a proporsi come un sostegno alla altrettanto velleitaria corsa di Calenda e il suo movimento, ad accreditarsi come punta di diamante del liberalismo italiano. Una seconda gamba in grado di fornire nuove voci e nuove sigle a una forza politica “aggregativa, plurale, distante dal bi-populismo di destra e di sinistra”. Chiacchiere.
Il fatto vero è che, a prescindere dalle buone intenzioni, è Renzi il nemico interno da abbattere, troppo ingombrante per poterci avere a che fare, soprattutto se questi rilancia e spariglia continuamente le carte. Un irregolare, cui è difficile prendere le misure, e del quale diffidare. Nel frattempo, Meloni ringrazia.
1 Comment
Vi è un passaggio biblico (per chi ci crede…ma anche per chi pensa con la propria testa) che ricorda una cosa del genere e riguarda un certo Lucifero … Mah! In bocca al lupo non glielo auguro, perché con la loro scelta hanno creato altra confusione…io sono per Italia Viva e per il team che l’ha costituita e ci lavora a tempo pieno e soprattutto coerentemente.