Antisemita e pseudo libertario, ad Assange la cittadinanza onoraria di Napoli
Ottobre 30, 2023
Bruno Salvatore Latella, l’arte contro la distruzione: “No money, no war, no web”
Novembre 7, 2023

“Rossini&Rossini”, grande danza all’Opera di Roma

Un balletto astratto, ironico, con un approccio umoristico e pieno di brio, nello stile tipico del grande compositore pesarese è l’ultima creazione del coreografo Mauro Bigonzetti

di Serena Cirillo

Astratto, ironico, con un approccio umoristico e pieno di brio, nello stile tipico del grande compositore pesarese che lo ha ispirato, è il balletto Rossini & Rossini, ultima creazione del coreografo Mauro Bigonzetti su musiche di Gioacchino Rossini e Benjamin Britten. Con grande emozione il coreografo è tornato, dopo tanti anni di clamorosi successi in Italia e all’estero, nel teatro che lo ha consacrato ballerino classico nel 1979, l’Opera di Roma, dopo essersi formato nella omonima scuola di ballo.

La prima mondiale della coreografia di Bigonzetti avrebbe dovuto essere rappresentata il 28 ottobre, ma è slittata al pomeriggio del 29 a causa dello sciopero dei lavoratori degli enti lirici, cui hanno aderito tutti i teatri italiani. Si conclude così in bellezza la stagione 2022-23 del teatro dell’Opera, diretto dalla grande Eleonora Abbagnato, con una produzione originale, divertente ed entusiasmante ispirata alla vita e ai capolavori di Gioacchino Rossini.

E’ un balletto astratto, apparentemente senza un filo conduttore ma strutturato in “quadri” tenuti insieme da un flusso di movimenti che ricorda il più noto flusso di coscienza tanto in voga nella letteratura degli anni ’20. Il coreografo, aiutato dall’assistente Béatrice Mille,  ha voluto immergersi nella vita e nell’opera di Rossini illustrando i punti più rappresentativi della sua personalità utilizzando brani musicali tratti da opere e composizioni come “Otello”, “Cenerentola”, “Péchés de vieillesse” e, per concludere, la famosissima overture di “La gazza ladra”.

Un balletto dinamico, originale, ricco di riferimenti alle abitudini del compositore come la sua passione per la buona cucina e il buon vino, l’amore per la convivialità e la compagnia degli amici. Si apre infatti con i ballerini impegnati a mangiare con gusto e bere vino rosso, proseguendo con tavole imbandite tra una variazione e l’altra e persino con la descrizione di una ricetta presa direttamente dagli appunti scritti dal musicista di suo pugno.

Bigonzetti ha voluto interpretare con i suoi strumenti quell’ironia dissacrante tanto cara a Rossini. Oltre a mangiare, bere, partecipare a tavolate festose e appuntamenti galanti ricchi di sorprese, i ballerini svolgono costantemente un lavoro di destrutturazione delle posizioni e dei movimenti della danza classica con dei risultati sorprendenti. Se lo scopo di Bigonzetti era quello di meravigliare il pubblico con un turbinio di sensazioni ed emozioni, ci è riuscito perfettamente.

Lo stile va dal contemporaneo al neoclassico con citazioni di danza classica accademica. Molto interessante e impegnativo il passo a due dell’étoile Rebecca Bianchi col primo ballerino Michele Satriano, ma altrettanto importante, nella sua originalità, quello della prima ballerina Susanna Salvi e dell’étoile Alessandra Amato, sulle note di “Prélude inoffensive”, coppia ormai collaudata sulla scena, di cui ricordiamo la splendida variazione delle sorellastre in “Cenerentola”.

Abbiamo visto la Salvi impegnata in un altro passo a due con l’étoile Alessio Rezza, ballerino di grande precisione tecnica e notevole presenza scenica. La Amato invece, ha danzato nel passo a due con Claudio Cocino, primo ballerino di un’elegante plasticità scultorea. In perfetta sintonia con le intenzioni del coreografo, come afferma lo stesso Bigonzetti, i ballerini del corpo di ballo hanno dato prova di grande versatilità. Preparati tecnicamente in modo ottimo dal Maestro Luigi Neri, presenza ormai collaudata al balletto dell’Opera, hanno eseguito in modo magistrale anche le variazioni più difficili.

Alcuni pezzi della coreografia sono stati accompagnati dai brani cantati dai solisti della “Fabbrica” dello Young Artist Program, sulle musiche eseguite dall’orchestra del teatro dell’Opera di Roma, diretta dal Maestro Faiçal Karoui, al suo debutto nel principale teatro romano. L’originalità non è mancata nemmeno nei costumi, disegnati da Anna Biagiott, l’ingresso delle ballerine, in apertura dello spettacolo, con tutù colorati e illuminati da tante lucine è stato a dir poco suggestivo, perfettamente in armonia con gli effetti del light designer Carlo Cerri.

Il pubblico entusiasta ha applaudito e acclamato a lungo tutti gli artisti impegnati nella produzione, che sarà riproposta nelle repliche fino al 4 novembre.

15 Comments

  1. Domenico Monda ha detto:

    Il Balletto continua a vivere nelle parole dell’autrice dell’articolo

  2. Fabrizio ha detto:

    Che spettacolo meraviglioso deve essere stato!

  3. Antonio ha detto:

    Che competenza, complimenti

  4. Enrico Cuomo ha detto:

    Ottima fotografia dell’ evento….puntualmente descritto con professionalità dall’ ottima D.ssa Cirillo.

  5. Armando Sarno ha detto:

    Cronaca di un evento precisa, puntuale e competente. Come sempre.

  6. Armando.Sarno ha detto:

    Cronaca di un evento precisa, puntuale e competente. Complimenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *