

di Serena Cirillo
Una novità quest’anno al Premio La Ginestra: la danza. Finalmente a celebrare la figura di Giacomo Leopardi non c’è stata soltanto un’opera di letteratura, poesia, critica, o anche cinema, musica e arti figurative, come è avvenuto in passato quando sono stati premiati filosofi dello spessore di Aldo Masullo o Massimo Cacciari, poeti come Michele Mari e Antonio Prete, critici letterari del calibro di Luigi Blasucci,un regista, Mario Martone, lo scultore Michelangelo Pistoletto e persino un cantautore, Roberto Vecchioni.
Accanto alla poetessa vincitrice di questa XVII edizione del premio, Antonella Anedda, ha ricevuto una menzione speciale il coreografo Fredy Franzutti, direttore del Balletto del Sud, che con lo stesso ha proposto una coreografia dedicata al poeta recanatese e allo spirito romantico dell’epoca, alternando danza e versi.
Il Premio La Ginestra, prestigioso riconoscimento nazionale letterario leopardiano, si è tenuto, come di consueto, presso la Villa delle Ginestre a Torre del Greco, ultima dimora di Giacomo Leopardi, già residenza del Conte Ranieri, carissimo amico che lo ospitò fino al giorno della sua morte. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Torre del Greco, Luigi Mennella, del governatore del Rotary Club di Torre del Greco e dei Comuni Vesuviani Antonio Brando, e dal Presidente dell’Ente Fondazione Ville Vesuviane, Gennaro Miranda, l’evento ha avuto inizio, condotto in maniera magistrale dalla giornalista Donatella Trotta che lo ha accompagnato in quasi tutte le edizioni.
Il Comitato Scientifico ha esposto la motivazione per cui il premio è stato conferito quest’anno alla poetessa Antonella Anedda con le seguenti parole: “La Anedda è testimone di una delle espressioni più originali della poesia italiana contemporanea. I versi e le prose che compongono la sua opera danno voce, immagine, memoria a situazioni essenziali dell’anima moderna. Assumono le ferite che ogni storia e ogni esistenza portano con sé e le danno forma attraverso suoni, parole, espressione. Assumendo la funzione propria della grande lirica, la poesia di Anedda esige la responsabilità di conservare la memoria dei perduti, degli stranieri, o dei prigionieri tempestati di spine. La sua lirica scolta l’eco di altri autori, si appropria della loro cultura e delle loro parole; le rianima come il vero suono delle voci altrimenti perdute”.
L’ispirazione leopardiana è palese, in uno degli ultimi libri di Anedda il poeta viene citato anche nel titolo: “Le piante di Darwin e i topi di Leopardi” e l’atteggiamento pessimista ma ironico, con una forte carica umana, antiantropocentrico, li accomuna. In un’altra opera, “Geografie”, la poetessa parla di Villa delle Ginestre (per caso proprio il luogo dove si svolge la premiazione) come di uno spazio incantato che sopravvive alle contaminazioni dell’epoca moderna. Ha voluto dare un’immagine del poeta diversa dagli stereotipi, mettendone in risalto gli aspetti di grande modernità.
In due momenti diversi sono intervenuti i primi ballerini del “Balletto del Sud”, il cui direttore e coreografo, il Maestro Fredy Franzutti è stato insignito di una menzione speciale per il balletto ispirato alla figura di Giacomo Leopardi. Sulle note di Chopin, Saint Saens, Adam, Verdi e Offenbach, i ballerini Nuria Salado Fustè e Orion Picò Plaja, hanno eseguito i pezzi più belli del repertorio dell’epoca insieme a nuove coreografie alternate ai versi del poeta di Recanati.
I Canti di Leopardi abbinati ai passi a due, hanno preso voce grazie alla splendida interpretazione dell’attore Andra Sirianni, esperto e studioso del sommo poeta, che ha stregato e commosso la platea. Molti elementi hanno in comune la poetica leopardiana e le melodie della musica romantica, per esempio il pessimismo degli autori, che, dando origine ad una scuola di pensiero, si è riflesso anche sulle arti figurative e dello spettacolo. Da qui l’idea geniale di Franzutti di mettere insieme e rappresentare tutti questi elementi che hanno caratterizzato il movimento culturale romantico di cui il poeta è stato uno dei massimi esponenti.
L’interpretazione dei due danzatori di un’intensa drammaticità, ha consentito loro di esprimere tutte le emozioni e il travaglio interiore dei tipici eroi romantici. La tragica disperazione e la morte di una “Giselle” nel fiore degli anni, ricordano tanto il destino della “Silvia” dell’omonimo componimento poetico. Le suggestioni della natura abilmente evocate nel balletto “La Sylphide”, sono paragonabili alle immagini descritte nella poesia “Il passero solitario”. L’amore incondizionato e struggente descritto nel balletto “La traviata”, fa pensare immediatamente alla lirica “Amore e morte”.
La serata si è conclusa così con un trionfo del bello, come del resto ci si aspettava da un evento ormai diventato un appuntamento fisso e imperdibile per gli ospiti di sempre e una piacevole scoperta per i neofiti.
2 Comments
Danza e poesia…deve essere stato un connu eccezionale.
Si, una bellissima serata