

di Vittorio Keller
Giuseppe Conte scavalca tutti a sinistra e dopo la manifestazione contro il riarmo di domani, organizzata insieme a Avs, con la partecipazione defilata del Pd, senza avvisare i suoi alleati, ha rilanciato annunciando la partecipazione ad un’altro evento di protesta, questa volta direttamente anti Nato, all’Aia, nello stesso giorno in cui, proprio lì, si riunisce il vertice dell’Alleanza Atlantica.
Sul Fatto quotidiano, news organ della casa, ha spiegato di non aver avvertito Elly Schlein, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli perché “i tempi erano stretti” e si era dovuto occupare di curare l’appello, delegando i parlamentari europei del gruppo a diffondere la notizia agli altri partiti. Ovviamente, Schlein non ha abboccato e non andrà, continuando a tenere una posizione ambigua sul tema della politica estera, facendosi rubare la scena dall’avvocato del popolo.
Il quale, nel frattempo, si sta dimostrando il più radicale dei radicali a sinistra, un vero capopopolo, Fratoianni e Bonelli ci sono rimasti male, speravano di lucrare anche loro sugli imbarazzi del Pd, alle prese con un fronte interno provato, dalla rincorsa a Conte ingaggiata dalla segretaria, e sul punto di esplodere nel dissenso aperto. Neanche loro ci saranno all’Aia, organizzeranno per l’occasione alcuni presidi in Italia.
Tutti in trappola, dunque, e al capo del Movimento bisogna riconoscere il pregio di avere imboccato una strada e averla percorsa fino in fondo, costringendo i suoi alleati a stargli dietro, legittimando così la propria leadership della coalizione. Orgogliosamente identitaria e populista nelle intenzioni, alla quale il Pd, che pure è il primo partito del fronte di centrosinistra, non riesce a prendere le misure.
Di questo passo, visto che pure nel centro riformista l’iniziativa langue, dopo qualche timido segnale di Renew, la possibilità che il centrosinistra metta in piedi un cartello elettorale, in grado di contendere il governo del Paese alla destra meloniana nel 2027, appare una ipotesi fantasiosa. In attesa, comunque, che al Nazareno qualcuno si svegli, per il momento questo è tutto, non resta che affidarsi alla buona sorte.
1 Comment
Conte è un avvocato e usa ogni strategia per vincere. Per lui il bene dell’Italia conta poco o nulla, anzi sembra più nulla che poco. Lui pensa alle prossime votazioni e, come dimostrato in passato, mai alle prossime generazioni. Sono i cittadini che lo votano.