

di Alfio Mancini
Settant’anni fa i partiti facevano opposizione con le piazze, oggi Matteo Renzi lo fa con un volantino da supermercato. Non è un errore di prospettiva, ma un colpo di teatro politico. Italia Viva ha distribuito oggi in tutta Italia, davanti ai supermercati, un flyer graficamente identico ai dépliant delle offerte alimentari, ma con una differenza cruciale: invece delle “promozioni”, un elenco secco e brutale degli aumenti di prezzo dei beni di largo consumo nei mille giorni del governo Meloni. Pasta, latte, zucchero, pomodori pelati: tutti rincarati, e non per colpa del maltempo. Il messaggio è chiaro: il “governo dei patrioti” ha impoverito proprio i patrioti.
Chi conosce la politica sa che i dettagli contano. E questo volantino è un capolavoro di comunicazione politica low cost, ma high impact: impaginazione da Esselunga, colori da Coop, contenuti da Corte dei Conti. Un’operazione che dimostra come Renzi abbia ancora il fiuto per l’instant politics, quella che arriva prima di tutti e buca lo schermo anche quando non c’è uno schermo.
Nel deserto dell’opposizione italiana, dove il Partito Democratico continua a inseguire la linea dell’equilibrio tra battaglie sociali e tentativi di unità a sinistra, Renzi sceglie un altro approccio: individuale, diretto, pungente. Il Pd, pur guidato da una segretaria che ha saputo riaccendere una certa passione militante, fatica a trovare un tono che sia contemporaneamente radicale e riconoscibile. E mentre Schlein punta al consolidamento interno, tra congressi ombra e tregue armate con i governatori, Renzi si muove come un battitore libero, col vantaggio di chi non deve più rendere conto a correnti o federazioni.
L’attivismo renziano – fatto di editoriali, comizi, interviste, dirette Instagram e ora volantini – sta creando più di un imbarazzo nel “campo largo“. Non tanto per il contenuto delle sue iniziative (che spesso intercettano temi veri), ma perché obbliga gli altri a reagire. E li mette di fronte a una domanda non più rinviabile: chi sta davvero facendo opposizione a Giorgia Meloni?
È vero, Renzi guida un partito al 2%, ma il peso politico non sempre si misura in percentuali. Con questa mossa, ha imposto il suo ritmo al dibattito. Il volantino di oggi è un atto politico che parla ai ceti popolari, agli anziani in fila con il carrello, a chi sente la politica come qualcosa di lontano finché non colpisce il portafoglio. È comunicazione analogica per una società digitale, ma proprio per questo dirompente.
Al Nazareno, intanto, si alzano le sopracciglia. I renziani non sono più graditi ospiti nei tavoli dell’opposizione, eppure dettano l’agenda di giornata. Questo genera frizioni. Qualcuno nel Pd teme che l’iperattivismo di Renzi non sia solo una provocazione tattica, ma l’annuncio di una proposta politica più strutturata: una leadership alternativa al centrosinistra attuale. Una sorta di takeover a bassa intensità.
Il problema è che Renzi non aspetta. Non ha bisogno di endorsement: lo spazio se lo prende. Se oggi i militanti di Italia Viva erano davanti ai supermercati, domani saranno su TikTok, dopodomani su Rete4, la Rai o La7, tra una polemica con Travaglio e una frecciata al Terzo Polo mai nato. È la sua strategia: disintermediare, provocare, essere inevitabile.
Che piaccia o no, la genialata del volantino da supermercato racconta di un’opposizione che sa sorprendere, e in un’Italia politica anestetizzata, sorprendere è già molto. Se poi porta anche voti, sarà la storia a dirlo. Intanto, nel centro commerciale della politica italiana, il banchetto di Renzi è il più affollato. Gli altri, forse, sono ancora in pausa caffè.