Campania, l’agonia del centrodestra: un “trolley” di candidati e il rumore assordante del vuoto
Ottobre 2, 2025
Omaggio alla “divina” Duse, intervista al coreografo Antonio Colandrea
Ottobre 10, 2025

Saranno i cacicchi a salvare Schlein? De Caro in Puglia sì, Giani pure, De Luca in Campania non è detto

Se la segretaria Pd eviterà lo smacco di una disfatta storica alle prossime regionali, il merito sarà proprio di quei “capibastone” che aveva giurato di rottamare. Ironia della sorte

di Peppe Papa

È tutto da vedere, almeno in Campania. Ma una cosa è certa: se Elly Schlein eviterà lo smacco di una disfatta storica alle prossime regionali, il merito sarà proprio di quei “cacicchi” che aveva giurato di rottamare. Ironia della sorte.

A salvare la faccia al Pd, dopo la doppia batosta subita nelle prime sfide regionali, saranno le tre roccaforti del centrosinistra: la Toscana, la Campania e la Puglia. Tre regioni governate da una decade da uomini che di grigio non hanno nulla — Giani, De Luca ed Emiliano — ma che di potere ne hanno da vendere. Politici di trincea, non militanti da gazebo: hanno costruito reti clientelari e apparati di consenso difficili da scalfire anche per la segretaria “nuova”, quella della purezza e del rinnovamento.

Finora, il “campo largo” spinto a sinistra e imbottito di movimentismo ha raccolto solo macerie. Due sconfitte su due, e per giunta pesanti. Matteo Ricci, ex sindaco popolare e volto rassicurante del Pd, ha incassato una débâcle sonora contro Francesco Acquaroli nelle Marche. Ancora peggio è andata al grillino di ritorno Tridico, il padre del Reddito di cittadinanza, asfaltato da Occhiuto con quasi venti punti di distacco in Calabria.

Ora, per Schlein, l’unica ancora di salvezza è proprio quella vecchia guardia che voleva archiviare: i satrapi locali, i governatori con feudi e fedeltà proprie. In Puglia il candidato è Antonio De Caro, erede diretto della lunga stagione emilianesca, uomo esperto e abbastanza autonomo da non farsi dettare la linea dal Nazareno. Tradotto: farà di testa sua.

In Campania, invece, la situazione è da romanzo politico. L’asse Schlein-Conte ha imposto un grillino doc, Roberto Fico, nel tentativo di aprire una nuova fase. Ma ecco il colpo di scena: il grande escluso, Vincenzo De Luca, “l’insopportabile De Luca”, torna, sornione, al centro della scena. Il governatore, che non perde occasione per irridere la segretaria, si ritrova con in mano il bastone capace di inceppare l’ingranaggio Pd-M5S.

E così, nel caos organizzato della sinistra, il paradosso è completo: per sopravvivere, Schlein dovrà sperare nei capibastone che voleva epurare. In Campania, dove ogni voto pesa come piombo, Fico dovrà fronteggiare l’apparato deluchiano, che non si arrende e non dimentica. Vincere sarà un’impresa. Perdere, invece, sarebbe un disastro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *