

di Vittorio Keller
La vendetta è un piatto che si serve freddo e arriva spesso nei momenti di maggiore vulnerabilità di chi sta per subirla. Matteo Renzi è, almeno per il momento, fuori dal campo largo. Giuseppe Conte, ex presidente del Consiglio e leader del Movimento 5 Stelle, glielo aveva promesso: «Mai insieme». E, per ora, così sembra destinato a essere.
Una situazione che crea non pochi problemi al leader di Italia Viva. Osteggiato anche da Carlo Calenda, altro storico avversario e tra i protagonisti della complessa operazione di ricomposizione dell’area centrista, Renzi rischia infatti di ritrovarsi isolato.
La fotografia diffusa nelle scorse ore dei quattro leader di Pd, M5S e Avs — Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli — seduti attorno a un tavolo per discutere il programma con cui presentarsi alle prossime elezioni politiche, ha rappresentato plasticamente quanto la presenza dell’ex premier sia considerata sgradita.
Ed è proprio l’avvocato di Volturara Appula, al quale Schlein sembra aver affidato il mazzo di carte, il più determinato a tenerlo fuori. «Di centristi è pieno il mondo e di Renzi possiamo fare a meno», è il senso del ragionamento espresso da Conte, che rispondendo ad Andrea Scanzi sul canale YouTube è stato netto: «No, il suo ingresso nel campo progressista non è scontato».
«L’obiettivo principale — ha spiegato — è cambiare l’Italia. C’è certamente un problema di affidabilità dei compagni di viaggio. Non dobbiamo creare un’accozzaglia, un caravanserraglio, perché altrimenti si vincono le elezioni e poi ci si scioglie come neve al sole».
«Bisogna costruire prima un progetto e poi valutare se e come allargarlo — ha aggiunto — ma servono garanzie e paletti. La foto di oggi ci dice che, in questo momento, il progetto è nelle mani di forze politiche che hanno deciso di lavorare insieme. Tutto ciò che verrà dopo non può essere dato per scontato. Sarò il primo a pormi il problema della durata e della stabilità di un eventuale governo».
La replica di Renzi è arrivata soltanto in serata. Rispondere a caldo sarebbe stato un errore: la partita è ancora aperta e una reazione impulsiva avrebbe potuto essere interpretata come un segnale di debolezza. Così il leader di Italia Viva ha scelto di mostrarsi sereno e di rilanciare.
«Non siamo arrabbiati», ha dichiarato ai giornalisti che per tutto il pomeriggio hanno cercato una sua reazione. «In quella foto non ci siamo perché non facciamo parte di questo gruppo della sinistra-sinistra, che ha certamente un consenso importante nel Paese, ma insufficiente per vincere e insufficiente per governare».
Chi pensa di poterlo liquidare con facilità, insomma, potrebbe sbagliarsi. «Non condividiamo molte delle loro posizioni — ha proseguito — dal garantismo alla crescita economica, dall’energia all’Europa. Loro vogliono costituire un nucleo di sinistra all’interno della coalizione e hanno tutto il diritto di farlo. Noi siamo un’altra cosa e riteniamo che senza una componente riformista la sinistra non possa vincere».
Poi, per essere ancora più esplicito, ha ricordato una lezione del recente passato: «Il centrosinistra ha perso nel 2022 perché si è diviso. Se nel 2027 sarà unito, vincerà; altrimenti tornerà al potere la destra. Se qualcuno vorrà rompere, dovrà assumersi la responsabilità di spiegarlo agli elettori».
La vendetta, però, non sente ragioni. E tutto lascia pensare che per Renzi sarà difficile trovare una via d’uscita. Questa volta, più che le divergenze programmatiche, sembrano pesare risentimenti personali e antiche ruggini. Il rischio è che, ancora una volta, le divisioni del centrosinistra finiranno per favorire Giorgia Meloni e i suoi pard.
8 Comments
Bisogna rafforzare CasaRiformista italia viva girare tutto il paese con un nostro programma e,presentarsi con proprie liste da soli ,poi vediamo i quattro che fanno.Non ci vogliono bene per noi
Giuseppe Conte, il RANCOROSO, se Renzi a favorito la caduta del governo Conte 2, ci dobbiamo ricordare che il RANCOROSO a favorito la caduta del governo Draghi, aprendo un SUPER AUTOSTRADA al governo Meloni. Quindi, se vogliamo la partita è finita 1a 1.
Ora vuole allontanare Renzi dal cosiddetto campo largo? Faccia pure, il risultato sarà identico a quello del 2022. Speriamo che i SUOI CONSIGLIORI, BAFFETTO E GARGAMELLA, l’ho riprendano, poiché lui di politica, poverino, capisce molto poco o nulla.
Fin quando Renzi potrà. avere tanta pazienza? Perché allora non si pensa a lavorare per mettere su finalmente la casa dei moderati, riformisti liberali e veri europeisti?
E chi se lo prende
Poveri stupidi non hanno capito che un Renzi e sempre meglio che sia dentro la coalizione che fuori…lui si è tenuto le mani libere .
Molto contento di questa decisione. Mi dispiace l’abbia presa Conte e non Renzi. Il suo ingresso nel campo largo era per me una forzatura. D’altronde le elezioni si dovrebbero vincere con le idee non perché l’avversario politico non ci piace. Meglio corre da soli. Sarebbe meglio stare insieme a Calenda e Marattin con cui si condividono molto spesso le stesse idee. Questa sinistra non ha futuro.
Renzi escluso? Meloni governerà altri 10 anni.
Anche Conte, cattolico che prga Padre Pio, non è di siniostra