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Quando i capolavori prendono vita: la danza trasforma Brueghel al Festival Movimentale

Al Museo di Capodimonte la ventesima edizione della rassegna unisce pittura e danza contemporanea. Applausi per la coreografia di Marianna Moccia ispirata a La parabola dei ciechi

di Serena Cirillo

Quando chi ci conduce è privo di vista, il rischio che tutti finiamo in un dirupo è concreto“,  con queste parole Marianna Moccia ha introdotto il suo lavoro coreografico tratto dal celebre quadro di Pieter BrueghelLa parabola dei ciechi“, presentato all’interno del Festival Movimentale, rassegna di danza e videoarte ospitata al Museo di Capodimonte.

Arrivato alla sua ventesima edizione, l’evento — ideato e curato da Antonello Tudisco della Compagnia Interno 5 — si sviluppa in una decina di appuntamenti tra luglio e settembre 2026, all’interno della prestigiosa cornice del Museo e Real Bosco di Capodimonte. Sostenuto dal Comune di Napoli e dal Ministero della Cultura, il progetto nasce con l’intento di far incontrare la danza, le arti visive e altre espressioni performative contemporanee, partendo sempre da opere d’arte classiche di ambiti diversi, che cambiano ogni anno.

Nell’edizione 2026 sono state individuate dodici opere della collezione permanente di Capodimonte; ciascuno dei sei coreografi partecipanti ha individuato il quadro più affine alla propria sensibilità artistica, trasformandolo poi in una creazione pensata appositamente per lo spazio scelto. Il cartellone vede coinvolti: Emma Cianchi (Artgarage), ispirata ad Atalanta e Ippomene di Guido Reni; Linus Jansner (Chaotic Kitchen), che riprende Apollo e Marsia di Ribera; Francesco Marilungo (Korper), a partire dalla Maddalena di Tiziano; Marianna Moccia (Funa), con La Parabola dei Ciechi di Brueghel il Vecchio; Igor & Moreno, ispirati all’Ercole di Annibale Carracci; Antonello Tudisco (Interno 5), con La Caduta dei Giganti di Filippo Taglioli.

La serata d’apertura è stata affidata proprio allo spettacolo tratto da “La parabola dei ciechi”, firmato da Marianna Moccia e interpretato da Flavio Ferruzzi, Luca De Santis e Sabatino Ercole, accompagnati dalla musica dal vivo di Stefano Costanzo, con i costumi realizzati da Esther Dianor e gli oggetti di scena curati da Mario Fiorillo. Si tratta di una coreografia originale e di grande impatto visivo, capace di intrecciare danza contemporanea, mimo e discipline circensi, offrendo al pubblico una narrazione scenica ricca di significati, nonostante gli spazi ridotti e la superficie tutt’altro che agevole su cui i danzatori si sono dovuti muovere: gli antichi blocchi di pietra lavica che caratterizzano buona parte delle pavimentazioni esterne napoletane.

Come raccontato dalla stessa coreografa, il punto di partenza è stato il momento del risveglio dei ciechi, ammassati all’interno di una stalla, chiamati a incamminarsi verso l’atelier del pittore Brueghel, intenzionato a dipingerli. Da lì la coreografia si concentra soprattutto sul tema della “caduta“, esito inevitabile di un cammino privo di una direzione chiara, compiuto da figure senza punti di riferimento e guidate solo da segnali incerti. Notevole la prova dei tre interpreti nel restituire la condizione di non vedenti: corpi incerti per via della disabilità raccontata, ma animati da una determinazione interiore nel voler raggiungere comunque la meta.

I danzatori hanno mostrato notevole padronanza nell’uso dei bastoni e nell’arrampicata sui blocchi di piperno che decorano uno degli ingressi monumentali del Museo, soluzione scenica particolarmente efficace per restituire l’idea della caduta. Da segnalare anche i richiami alla tecnica accademica nell’interpretazione di Flavio Ferruzzi, che si riconferma performer raffinato ed esperto, particolarmente a suo agio nei ruoli di forte intensità drammatica. Accolto da applausi prolungati, lo spettacolo ha registrato un pubblico ancora più numeroso nella replica del giorno seguente.

Accanto agli spettacoli, la rassegna ha incluso quattro laboratori tenuti da Sara Lupoli, Paolo Rosini, Maddalena Rippa e Chiara Alborino, oltre a un concorso dedicato alla video danza con la proiezione dei lavori selezionati. Manifestazione dal carattere unico, che unisce i grandi maestri della pittura a un linguaggio performativo del tutto nuovo, Movimentale ha trovato collocazione ideale nel Museo di Capodimonte, location ideale e ricca di potenzialità per la realizzazione di progetti “site specific”.

 

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