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Il Punk compie quarant’anni: Un disco ‘napoletano’ per celebrarne il compleanno

“Radical shit” è l’album di esordio del gruppo partenopeo degli ‘Hello’s Punk’ che sta spopolando su Youtube ed è in vendita nei principali stores musicali cittadini.

di Giulia De Novo

Il punk ha compiuto da poco quarant’anni e migliore momento per celebrare Pistols, Clash & Company, Hello’s Punk non poteva scegliere. Si intitola ‘Radical shit’ il suo album d’esordio e denota tutta l’energia e l’immediatezza di un genere che continua a far muovere corpi e coscienze. Sono 11 le tracce contenute nel disco del punk singer partenopeo (dieci nella versione digitale dell’album disponibile nei maggiori stores musicali, mentre in quella fisica c’è l’aggiunta della bonus track ‘Dormo’). L’album è stato prodotto per l’etichetta Studio8 da Diego Leanza, tra i più apprezzati producer in circolazione. I brani sono caratterizzati da un sound aggressivo, tipico del genere e dai testi che fanno dell’irriverenza e della dissacrazione dei tabù e dei luoghi comuni, il marchio di fabbrica del progetto. Si spazia dall’intimismo alle tematiche della dipendenza (‘La mia malattia’, ‘Baciala anche tu’), dell’omologazione (‘Non me la prendo mai’, ‘Passa la voglia’), delle necessità vere o presunte dell’uomo moderno, passando attraverso la critica politica e sociale (‘Milf e Molinari’, ‘E’ tutto finto’, ‘BJ4me’). Per il lancio del disco è stata invece scelta ‘Canzone di Fortuna’; il brano è stato ispirato dalla tragica vicenda del Parco Verde di Caivano avvenuta a giugno del 2014. Il video realizzato per la canzone è on line sul canale YouTube di Studio8 e ha già fatto discutere e gridare allo scandalo. ‘Canzone di Fortuna’ è stata scritta per Fortuna Loffredo, la bimba di sei anni uccisa al Parco Verde. “E’ forse uno dei pezzi più difficili che abbia mai scritto. Quello che è accaduto è davvero inquietante. Ho scritto il brano e ne ho realizzato il video, proprio per sensibilizzare e informare coloro che non conoscono la storia di Chicca e spronare chi indaga a impegnarsi ancora di più per far emergere la verità di una vicenda, la cui essenza nefanda è stata svelata solo in parte”, dichiara Giancarlo Tommasone (alter ego di Hello sPunk), che all’epoca dei fatti si è occupato del caso in veste di cronista. Non appena il video è stato pubblicato non sono mancate critiche, polemiche e finanche ‘pressioni’ affinché fosse ritirato dalla rete. Hello sPunk prima dell’uscita di ‘Radical shit’, aveva pubblicato già due singoli e i relativi video, ‘La mia malattia’ e ‘BJ4me’, accolti con entusiasmo da pubblico e critica. L’album in questione rappresenta una delle novità più interessanti, in assoluto, nel panorama rock nazionale. Uno degli aspetti più piacevoli del progetto è rappresentato dal fatto che nasca in una città, come quella di Napoli, ultimamente monopolizzata da un certo tipo di folk e da un cantautorato che strizza continuamente e ormai in maniera stanca e ripetitiva, modaiola, l’occhio alla tradizione. Hello sPunk può considerarsi una mina vagante, che esplode ogni volta attraverso parole gridate da una voce sporca e arrabbiata, attraverso la cattiveria della chitarra di Diego Leanza e della batteria di Mario Pirolla. ‘Radical shit’ è sicuramente uno dei prodotti più nuovi provenienti dalla metropoli nuova per antonomasia, un disco che infonde nell’ascoltatore la necessità di porsi davanti alla realtà, che lo sprona a farsi delle domande e ineluttabilmente a farlo muovere. Tutto questo nel solco della sana e radicale vena del punk.

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