

Responsabile regionale cultura e scuola del Partito democratico campano, ex senatrice con un cinquantennio di politica militante alle spalle e ora numero due nel collegio 7 alle prossime primarie per la mozione Renzi. Graziella Pagano conserva il piglio battagliero che l’ha contraddistinta finora, non si è mai sentita una ‘rottamata’, anzi rivendica una primogenitura del ‘renzismo’ e non si dice per niente preoccupata di una “leadership forte e visibile” per lei necessaria e nell’ordine delle cose.
E’ riconosciuta da tutti, amici e avversari, la passione politica che la anima da sempre. Come si ritrova nel contesto politico attuale, sia nazionale che locale, dove la confusione sembra farla da padrona e sono saltati tutti i riferimenti ideologici e culturali?
Sono impegnata in politica da sempre e i contesti ovviamente cambiano, sta alla politica interpretarli e dare risposte. Oggi c’è una situazione complessa, difficile, ma non ho nessuna nostalgia per le ideologie conservo gli ideali e non credo che i nostri riferimenti culturali siano cambiati. Perciò nella lotta politica per affermare le mie idee mi ritrovo benissimo, non sono tra quelli che si lamentano del loro partito stando seduti in poltrona e non facendo nulla per cambiarlo
Cosa l’ha convinta di Renzi? Non si è mai sentita anche lei tra i “rottamati”?
Mio caro la nostra battaglia con Veltroni con il gruppo di libertà eguale ha portato Renzi ad essere il segretario. Le nostre idee oggi sono a pieno titolo nell’agenda politica di Renzi e Renzi lo ha riconosciuto!
I candidati competitor dell’ex premier si dicono contrari al partito di un uomo solo al comando, un po’ quello che lei ha rimproverato – venendo alle cose a noi più vicine – a Vincenzo De Luca poco tempo fa. Cosa dice in merito.
La critica di un uomo solo al comando lascia il tempo che trova. Nei partiti strutturati c’è bisogno di un programma condiviso di maggioranze e minoranze, ma anche e soprattutto di una leadership forte e visibile. Io non ho mai rimproverato a De Luca la sua leadership indiscussa e la sua capacità di esercitarla, l’ho solo esortato a fare i conti con il contesto.
Come se lo immagina il post primarie? Si andrà subito al voto (in autunno), oppure Renzi prenderà tempo per costruire una intesa con “l’innominabile” (leggasi Berlusconi) stando l’attuale legge elettorale?
Proveremo, se Renzi sarà segretario, insieme a riannodare quei fili spezzati col voto del 4 dicembre. Resto convinta che il riformismo che è sempre radicale sia l ‘unica strada per cambiare il nostro Paese. Penso che si andrà a scadenza naturale, temo però fortemente che lo scenario che si prospetta ci faccia tornare indietro. L’impianto proporzionale porterà tutti a correre per superare lo sbarramento ci ritroveremo con partiti ad una cifra che conteranno, saremo al come eravamo. Il problema delle alleanze con questo sistema verrà dopo e potranno essere variabili. Insomma, niente di nuovo sotto il sole. Mi auguro che il parlamento abbia come scopo la governabilità del Paese e metta mano ad una legge elettorale che lo consenta.
Sulla possibilità che si metta mano ad una legge elettorale in funzione della governabilità, tutti gli osservatori sono parecchio scettici. Piuttosto, lei ha definitivamente archiviato l’esperienza parlamentare (personalmente credo di no) oppure pensa di poter dare ancora un contributo?
Anche io penso che si andrà ad una semplice armonizzazione dell’italicum con buona pace di chi diceva che una buona legge elettorale si sarebbe fatta in pochi mesi. Escludo assolutamente un impegno parlamentare. Il compito di una classe dirigente sperimentata come me è dare un contributo al partito far crescere una nuova classe dirigente capace di affermarsi sul campo. L’ho sempre fatto e credo che questa sia la cosa migliore è più giusta per chi come me ha dato e ricevuto tanto
Vuole lanciare un ultimo appello al voto?
L’appuntamento di domenica è una festa democratica. Il Pd dà agli elettori la possibilità di esprimersi e determinare la linea politica di un grande partito. Invito perciò a venire a votare. Per quel che mi riguarda sosterrò convintamente Renzi che ha dimostrato di avere coraggio, passione nel portare avanti un programma riformista aperto e inclusivo.
In bocca al lupo, allora!