La città alla deriva, De Magistris non ha colpe: non sparate sul pianista!
Giugno 21, 2017
Dopo anni di stallo il rilancio di “Gioventù Nazionale” in Campania: eletto il nuovo presidente e il direttivo
Giugno 22, 2017

Colella graffi. La scuola non è tutto

di Mario Colella

Certo, uno può pure non sapere chi era Caproni. O Zanzotto. O Tondelli. O Mario Luzi. O Ignazio Buttitta. Roberto Roversi. Maria Luisa Spaziani. Vantarsene, però, è segno dei tempi. Vantarsi di non conoscerli, dico. E’ quanto accaduto sui social network dopo che si è appreso che una delle tracce riguardava il predetto poeta. Rendiamoci conto però anche che la scuola italiana è inadeguata in sé, in quanto scuola, non solo in quanto italiana. Si, è vero, troppo poco tempo per arrivare a completare un percorso che termini con gli anni nostri, la poesia contemporanea, la stessa storia contemporanea, troppa ignoranza anche, un’autonomia, poi, che non è vera autonomia. Tutto quello che vogliamo noi, però credo sia anche arrivato il momento che uno dica che non tutto deve venire da lì, dalla scuola. Chè noi a Ginsberg, Tondelli, Gigi Meroni, Mario Puzo, Little Richard, Enzo Jannacci, le Ramblas di notte, il Dio Po, la Domitiana, ci siamo arrivati da soli, forse ci hanno cercato loro. Forse alla scuola dovremmo chiedere di meno, l’insegnamento del far di conto, alcuni basilari del canone, la conoscenza della lingua italiana: caricare di tutto la scuola, farne il progettificio selvaggio che è diventata, pretendere che colmi ogni lacuna di conoscenza, non è bene…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *