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di Peppe Papa

Profumo di elezioni e in quello che resta dei grandi partiti Pd e Fi locali sono iniziate le grandi manovre da parte dei potenziali aspiranti parlamentari a provare di assicurarsi un posto in lista con annessa garanzia di centrare l’obiettivo.  Anche se non è chiaro come si andrà a votare il prossimo anno, probabilmente in primavera, a nessuno dei politici in carriera sfugge che bisogna muoversi per tempo: stringere accordi, promuovere relazioni, difendere e migliorare il proprio posizionamento ‘gerarchico’ all’interno della corrente di riferimento, insomma, darsi da fare ché il tempo stringe. Nel Pd sembra che Renzi sia intenzionato, incurante di non avere alcun potere sull’andazzo del partito in Campania se non quello di mandarci un commissario, a regolare i conti con la compagnia locale che fa capo al Ministro, Dario Franceschini. Tutta gente al terzo o quarto mandato – a termini di statuto dovrebbero essere già fuori – come il salernitano Tino Iannuzzi, o Salvatore Piccolo, sì quello della fu Margherita. Difficile che Franceschini e i suoi non rivendichino, se non un’ulteriore deroga, almeno il contrappasso con proprie forze fresche. Vedremo. Il segretario però,  sempre più temerario, dicono che intenda pure mettere mano un po’ovunque tra le varie componenti dell’organizzazione, ‘licenziando’ parecchi onorevoli e senatori. Enzo Cuomo, vicino al Ministro Orlando, eletto sindaco a Portici è fuori dalla partita e bisognerà sostituirlo, così come appare che siano improbabili, se non impossibili, le ricandidature di Anna Maria Carloni (moglie di Antonio Bassolino), di Sabrina Capozzolo, dell’ex(?) socialista Marco Di Lello e di un ‘brillante’ Leonardo Impegno che si è impegnato allo spasimo per la modifica della legge sulla Rc auto che penalizza la nostra regione, per venire infine tradito dai suoi stessi compagni di partito. Una ostinazione, evidentemente, che non è piaciuta al Nazareno. Ma a rischiare la rielezione, avvisano i bene informati, è anche Giovanna Palma della componente del fedelissimo, Lorenzo Guerini, la quale, confidano le solite malelingue, non si “è distinta per produttività” nel corso della sua presenza a Montecitorio. Nel calderone pure i nomi di due sottosegretari, Enzo Amendola e Umberto del Basso de Caro: uno dicono sia di troppo. Amendola, assicurano, è quello “destinato a restare” per volere diretto del Capo. In Forza Italia, non è che le cose siano tanto diverse, i “si dice”, “si mormora” “raccontano”  più o meno fonti accreditate, si sprecano e sottolineano la volontà del Cavaliere di far fuori tutta, o quasi la classe dirigente del passato, legata ad una stagione, quella del dominus Cosentino, ormai archiviata con gli effetti che si sono palesati non più tardi di qualche settimana fa alle disastrose amministrative di giugno. “Punto e a capo”, assicurano abbia detto Berlusconi ai suoi più stretti collaboratori. D’altronde lo aveva ribadito più volte pubblicamente di volere cambiare la faccia del partito non ricandidando almeno il 70% degli uscenti. In Campania, è facile immaginare, sarà una falcidia. Fuori soprattutto chi tra i parlamentari non è in regola con il versamento delle quote al partito, e sono molti. Riconfermata, Mara Carfagna, che ha dimostrato di essere “competente, capace, tenace e in grado di svolgere efficientemente il doppio ruolo di deputato e consigliere comunale in una città complicata come Napoli”. A lei dovrebbero essere affiancate le candidature di parecchi volti nuovi e giovani. A cominciare dal figlio di Luigi Cesaro (alias giggino ‘a purpetta), Armando, attualmente capogruppo di Fi in consiglio regionale destinato a subentrare al padre. Il giovanissimo sindaco di Liveri, Raffaele Coppola, l’imprenditore e capogruppo di Fi nel consiglio comunale di Napoli (figlio dell’ex assessore regionale all’Istruzione della giunta Caldoro, Caterina Miraglia), Stanislao Lanzotti attivissimo e combattivo a via Verdi che è già da tempo pronto per il grande salto. Proverà a ritornare a Roma lo stesso Stefano Caldoro il cui ruolo proforma di capo dell’opposizione nell’Aula del centro direzionale sta stretto, ma sembra difficile possa essere accontentato, è già da un po’ che il “presidente” lo ha accantonato in un angolo remoto del suo cuore. Al suo posto, forse, potrebbe spuntarla quello che dell’ex presidente di Palazzo Santa Lucia è stato l’addetto stampa, Gaetano Amatruda il quale potrebbe cimentarsi a Salerno, suo luogo di residenza. A Benevento non ci dovrebbero essere problemi per “l’ondivaga” Nunzia De Girolamo, mentre a Caserta pare sia giunta l’ora per un altro rampollo di famiglia, Gianpiero Zinzi, anche lui consigliere regionale e figlio dell’ex presidente della Provincia di Caserta, Domenico. Dicono che sia già da tempo in campagna elettorale. Sveglio il ‘piccolo’!

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