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Il governatore attacca alla sua maniera, i sindaci dell’aria vesuviana consegnano sdegnati la fascia tricolore al prefetto, il sindaco di Napoli e della Città Metropolitana annuncia una cabina di regia per i prossimi incendi a venire. Le istituzioni locali si sono svegliate dal torpore in cui erano cadute in queste ultime due settimane di ‘fuoco’ in tutti i sensi che hanno visto bruciare in lungo e in largo la Campania, a cominciare dal disastro del Parco nazionale del Vesuvio, senza che venisse messo in piedi uno straccio di coordinamento per fronteggiare l’emergenza. De Luca a un concerto nella Reggia di Caserta,  De Magistris ad inaugurare l’ennesimo ristorante gourmet, i sindaci dell’area balbettanti, incapaci di prendere decisioni, il tutto sotto ‘l’occhio vigile’del prefetto, Carmela Pagano.  Infine, ieri, i primi vagiti di una reazione. Nel palazzo del governo a piazza Plebiscito infatti si sono riuniti i primi cittadini dei tredici Comuni vesuviani, il questore di Napoli, Antonio De Jesu, il presidente dell’ente parco del Vesuvio, Agostino Casillo, il vicepresidente della Regione, Fulvio Buovitacola, Luigi De Magistris per la Città Metropolitana, i vertici delle forze dell’ordine e, appunto, la signora prefetto. L’incontro è stato l’occasione per un colpo di teatro, la consegna della fascia tricolore al massimo rappresentante dello Stato in città, in segno di protesta e di impotenza come ha ben spiegato il presidente della Comunità del Parco e sindaco di Ottaviano, Luca Capasso. “Simbolicamente in qualità di presidente della comunità del parco nazionale del Vesuvio, rappresentante di 13 Comuni – ha detto – ho consegnato al prefetto la mia fascia tricolore in rappresentanza delle 13 fasce dei sindaci del vesuviano. Abbiamo spiegato che in questo modo non possiamo più amministrare le nostre comunità”. Il gesto, però non ha sortito alcun effetto se non il trito folkloristico richiamo mediatico che accompagna sempre queste azioni, l’incontro si è concluso con il solenne impegno, su proposta del primo cittadino partenopeo, della costituzione di una “cabina di regia” (che va tanto di moda e suona molto bene) la quale si riunirà a scadenza bisettimanale. “Abbiamo pensato che questo tavolo, di estrema sintesi, si possa riunire nel momento della stagione estiva più calda ogni quindici giorni – ha affermato Pagano –  Dalla riunione di oggi è emersa la necessità di sviluppare un più puntuale coordinamento: quello più strettamente legato alla lotta attiva agli incendi sarà curato dalla Regione con i Comuni e la Città Metropolitana”. Evviva, ci siamo salvati! Da ‘Repubblica delle banane” la chiosa finale del presidente di Palazzo Santa Lucia, Vincenzo De Luca che dal suo ‘confessionale’ di Lira Tv, ha spiegato a tutti come stanno le cose, e che da quando c’è lui anche nel settore del contrasto agli incendi, la Campania è diventata numero uno.  “Sono state due settimane di inferno ma, a detta del governo, la Regione Campania è quella che ha retto meglio nel contrasto ai roghi in tutta Italia”, ha tuonato guardando dritto in camera. Poi, non ha perso l’occasione di bacchettare i sindaci interessati, bollandoli praticamente come degli incapaci. “Sono i Comuni – ha sottolineato – a dover garantire la protezione civile. Molti hanno fatto sforzi, altri invece hanno pensato più a lamentarsi, ma i Comuni hanno l’obbligo di organizzare la protezione civile e le aree in cui sistemare gli sgomberati se c’è l’esigenza”. Pazienza, andrà meglio la prossima volta. E che nessuno si distragga!

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