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Il presidente della Figc Carlo Tavecchio

Nell’immediata vigilia di questo lungo week end calcistico, Cityweek inaugura una nuova rubrica che pubblicheremo il giovedì di ogni settimana da qui in avanti, riassumendo notizie e curiosità, condite naturalmente dalle nostre considerazioni dei fatti più salienti che hanno caratterizzato la settimana del calcio, non solo quello giocato, ma soprattutto quello parlato, perchè tante sono le opinioni con cui confrontarsi, tanti sono i nuovi orizzonti, gli obiettivi, le politiche che il calcio moderno produce e si appresta a progettare. Un occhio di riguardo chiaramente a quello che accade nel calcio del nostro Paese, senza trascurare quello che succede nel calcio degli altri, ma soprattutto lente di ingrandimento sulle vicende del Calcio Napoli. Questi gli argomenti settimanali.

ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA LEGA

Non si è fatto in tempo a commentare il successo italiano con l’elezione di Andrea Agnelli a nuovo Presidente dell’ECA (Associazione dei club calcistici europei) e quella di De Laurentiis nella stessa organizzazione a responsabile del marketing e comunicazione, fortemente voluto dallo stesso Agnelli nel suo staff di collaboratori che pronti via si sussegue l’Assemblea di Lega calcio italiana che ha approvato all’unanimità le linee guida del futuro statuto della Lega di Serie A proposte dallo stesso Tavecchio ad oggi commissario dell’organismo, in attesa di eleggere le nuove cariche nei prossimi appuntamenti. Apparentemente sembra tutto filare liscio, ma sappiamo benissimo che sulla brace vi sarà tanta di quella carne fra nuovi diritti televisivi, riforme e quant’altro che ci limitiamo a darne la notizia, ma ci riserviamo di commentare in seguito su quella che sarà la nuova politica economica e sportiva dei massimi dirigenti della Serie A e il nuovo presidente eletto.

CLASSIFICA STIPENDI CALCIATORI E ALLENATORI

Il maggior quotidiano sportivo italiano, la Gazzetta dello Sport,  ha puntualmente pubblicato come ogni anno la classifica e l’elenco degli allenatori e dei calciatori più pagati,  una sorta di top ten dalla quale si evincono, – anche se si sapeva già – una serie di discutibili differenze fra ingaggi dei massimi protagonisti della Serie A. Come sempre fanno scalpore i super pagati e nella classifica dei calciatori si stagliano su tutti gli stipendi di  Bonucci e Higuain rispettivamente il Re e il Principe degli ingaggi della Serie A, che comunque sono nulla paragonati  a certi super ingaggi in voga nei maggiori club europei, ma questo è anche normale vista la differenza di fatturato che c’è fra il calcio italiano e quello di Inghilterra e Spagna su tutte, ma pure gli sceicchi in Francia non scherzano affatto, e pesino la parsimoniosa, spartana e risanata Germania che da quando è in vigore la riforma del governo tedesco, che ha imposto l’azionariato popolare al 51%, anche i teutonici come fatturato e prodotto interno del loro calcio non sono poi messi male, tutt’altro, perchè hanno gli stadi nuovi, belli e  pieni, come nel resto d’Europa se non di più,  non ci sono speculazioni eccessive di presidenti unici proprietari e la qualità dello spettacolo e ai massimi livelli per protagonisti e organizzazione. Ma anche questo si sapeva. Quello che però ci ha colpito di più di queste classifiche degli ingaggi, è quella riferita ai tecnici delle big italiane, dove al primo posto si classifica come il più pagato il rampante Allegri ormai forse l’unico vero top coach rimasto in Italia, per cui del tutto giustificato il suo ingaggio dopo aver vinto scudetti a ripetizione alla Juventus e ancor prima, averlo vinto sette anni fa al Milan, con brillanti qualificazioni in finale di Champions League con i bianconeri che con Conte fallirono in Europa. Però è curioso notare che Sarri ritenuto a torto o a ragione e quasi all’unanimità il miglior tecnico italiano, e considerato forse ancor di più esagerando, fra i primi 5 tecnici al mondo, eppure prende dal Napoli  1,4 milioni, più di cinque in meno di Allegri e nessuno a Napoli che si preoccupa di rinnovargli il contratto.  Non si preoccupa nemmeno l’agente amico di Sarri che ha inveito contro Raiola, che giustamente conoscendo il mercato ha ipotizzato per Sarri un futuro immediato lontano da Napoli, visto che il cosidetto miglior tecnico italiano ha una clausola risolutiva del contratto di 8 milioni. Come dare torto a Raiola? Chissà che non sia l’agente di Sarri a non essere troppo lucido, magari succederà come a Insigne, vi sarà bisogno di Raiola affinchè rimediare a questa ‘ingiustizia’, anche perchè ci sono allenatori italiani che ugualmente a Sarri non hanno vinto nulla e negli anni scorsi sono arrivati dal sesto posto in giù eppure guadagnano più di Sarri e addirittura rinnovano al rialzo. Mah, misteri del calcio. Magari ancora una volta ci avrà visto giusto De Laurentiis, sia a capire il valore tecnico effettivo di Sarri che quello economico, perchè se Sarri andasse via a 8 milioni di clausola, in tre anni ci avrà guadagnato più De Laurentiis che Sarri e il suo agente messi insieme e si ritroverà pure una nidiata di giovani che l’ottimo Sarri gli avrà valorizzato da buon Maestro che gli riconosciamo essere. Da questo punto di vista, De Laurentiis è un mago oppure  fortunatissimo. Certo è che Sarri è il tecnico meno pagato di quelli che allenano le big italiane e non solo, perchè pure Mihailovic, se non erriamo prende di più.

TUTTI IN CAMPO E SOPRATTUTTO IL VAR

Non vediamo l’ora che ricominci il campionato, diciamoci la verità, la sosta per la Nazionale è sempre una gran seccatura, non fosse altro perchè son finiti i tempi di Albertosi, Burgnic Facchetti…ma anche quelli di Zoff, Gentile, Cabrini… per non dire di quelli lippiani indimenticabili per i meno attempati di noi, con Buffon, Cannavaro e Materazzi… Ora lanazionale non è più così esaltante, i nuovi Ct.convocano cento calciatori diversi all’anno, difficile affezionarsi ad una formazione e la sosta risulta essere un pugno nello stomaco ai nostri week end di campionato, dove giocano le nostre vere nazionali, ma per fortuna è passata. Si riparte di nuovo a spron battuto e crediamo che sarà ancora la Var la protagonista incontrastata di questo inizio di campionato. Fra polemiche e sospetti sull’opportunità di doverla usare – e come sempre accade in Italia –  poco si è fatto per educare tutti preventivamente sull’uso corretto del supporto, di cui ne condividiamo l’introduzione da sempre richiesta , ma non condividiamo le modalità d’uso. In poche parole, non deve essere un alibi, un salvacondotto per gli arbitri come accadde con l’inserimento del quarto uomo e degli assistenti di porta con cui scaricarsi le responsabilità a vicenda, creando ancora più confusione. Nel caso del Var è ancora più semplice lavarsi le mani e rifarsi alla tecnologia quando conviene farlo, che a sua volta sarà interpretata ancora da un altro arbitro. salvo poi non usarla in modo inspiegabile quando sarebbe pure previsto sui calci di rigore sospetti. No, c’è ancora troppa confusione e prima che non succeda qualche bel casino, servirebbe limitare il suo uso per poche volte in una partita. Altrimenti se capitassero 10 azioni sospette di rigore, soprattutto nei frequenti abbracci sui calci d’angolo,  si sarà costretti a fermare il gioco per 10 volte. Una follia! Decidessero subito, perchè qualcuno demenzialmente, adddirittura vorrebbe mettere in discussione la famosa diatriba per lo scudetto perso anni fa dall’Inter di Simoni, con il fallo di Juliano su Ronaldo , adducendo al fatto che con il Var, quel campionato lo avrebbe vinto l’Inter, dicendo una falsità, perchè non sta scritto da nessuna parte che pur avendo dato rigore sul fallo di Juliano, poi l’Inter avrebbe vinto matematicamente lo scudetto. E allora smettiamola con polemiche pretestuose e cerchiamo di utilizzare un validissimo supporto tecnologico nel modo più adeguato, altrimenti lo si elimini, perchè il calcio così com’è,  è sopravvissuto alla grande per più di un secolo.

CORSA SCUDETTO

Troppo presto per discuterne, per quanto sempre intrigante e divertente il giochino dei pronostici sui  favoriti,i  vincenti e piazzati, ma spesso il calcio sorprende e chissà che come è già capitato nel passato, che nell’anno dei mondiali non vinca un’ outsider. La concorrenza quest’anno, almeno in teoria sembra più agguerrita degli scorsi anni, malgrado la Juventus fosse sicuramente e ancora, la squadra più attrezzata e più abituata. Ma esclusi i bianconeri, ancora fuori concorso per manifesta superiorità generale, è del tutto evidente il ritorno in pompa magna delle milanesi, su cui grava però l’incognita dell’amalgama che non si compra al mercato. Difficile in un solo anno rimediare a lacune durate alcuni campionati, per cui andiamoci cauti.  Sulla carta la Roma sembra essersi indebolita, soprattutto dal cambio allenatore, ma pure questo è un discorso teorico, ma non è teorico però il fatto che al mercato abbia perso qualche calciatore importante, poi ha preso Schick, il quale però pure essendo talentuoso si deve riconfermare, data la sua giovane età e farlo in un grande club non è mai agevole, motivo per cui anche con i giallorossi le incognite sono tutte da verificare. Il Napoli però l’amalgama ce l’ha e anche un bel gioco collaudato ed è dato da tutti come il vero antagonista della Juventus, ha riconfermato tutta la squadra, ha aggiunto un paio di rincalzi di livello, anche se nulla di che. Ha un allenatore che gode della stima incondizionata della critica intera che lo ritiene il vero top player della squdra, però come detto dallo stesso Sarri in una conferenza, in un impeto di modestia prima del silenzio stampa più immotivato della storia , “non si capisce perchè una squadra che l’anno prima arriva terza, l’anno dopo con le altre che si sono rinforzate, debba essere la favorita per lo scudetto”. Parole sue e siamo d’accordo con lui, ma il calcio riserva non poche sorprese e chissà se fosse il Napoli o  fra tutti questi litiganti non esca la sorpresona, quel Leicester italiano che manca ormai negli albi d’oro da trent’anni di dominio dell’asse Milano-Torino e magari possa essere la Sampdoria di Giampaolo quel Leicester o il Torino di Mihailovich e Belotti, chissà… Intanto stiamo in campana, perchè sabato si riparte alle 18,00 con Juventus Chievo e l’inedito scontro diretto della momentanea capolista in coabitazione Sampdoria con la Roma, che già non può permettersi il benchè minimo passo falso. Buon campionato a tutti.

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