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di Peppe Papa

Il gotha del partito al Museo ferroviario di Pietrarsa (Portici) nel fine settimana per la celebrazione della sua ‘Conferenza programmatica nazionale’ in vista delle prossime politiche, mentre a Napoli prosegue la battaglia per il congresso provinciale. Un Pd senza requie. Matteo Renzi e Paolo Gentiloni saranno i protagonisti domani e domenica della convention democrat con al centro i temi del Lavoro, dell’impresa, della cultura, dell’equità, delle pari opportunità, dei diritti civili e della cittadinanza, con la presenza di oltre cento giovani della scuola di partito “Pier Paolo Pasolini” che da diversi mesi stanno portando avanti il loro percorso di formazione. Insomma, una grande kermesse che avrà il suo clou con l’intervento del segretario che tirerà le somme e detterà la linea. Un appuntamento, è scontato, che certamente non avrà modo di condizionare più di tanto, a parte i soliti altarini da dietro le quinte, quello pure importante della disputa dell’organizzazione a livello locale. Dove non mancano, nonostante tutta la buona volontà dei tre candidati alla segreteria (Oddati, Costa e Ederoclite) che si stanno spendendo sul territorio incontrando i militanti dei circoli che risultano operativi e hanno una sede certificata, le ambiguità, le incongruenze e il sospetto di una gara ‘truccata’. Non per niente “a tre settimane dal voto per il congresso provinciale, il Partito democratico di Napoli non ha ancora licenziato nulla” ha denunciato Tommaso Ederoclide, il terzo incomodo nella disputa alla segreteria tra gli ex Ds e Margherita. “Non abbiamo un regolamento – ha proseguito – non abbiamo le date, non abbiamo gli orari, non abbiamo la platea degli elettori certificate, non abbiamo ancora ragionato sui seggi, non abbiamo ancora nemmeno provato a discutere dei presidenti e degli scrutatori, non sappiamo nemmeno – ha concluso – quando dovrà essere grande l’assemblea provinciale e nemmeno di come verranno distribuiti i delegati sul territorio”. Senza contare che entro il 31 ottobre, praticamente tra quattro giorni dovrebbero, il condizionale è d’obbligo, essere consegnate le liste. Insomma, non è una cosa seria. Eppure nelle sezioni, dove si stanno tenendo gli incontri dei candidati con la base, si parla di “rifondare il partito” evitando però, di parlare della gestione malsana da parte delle componenti che sostengono i due principali competitor Oddati (ex Ds) e Costa (ex Margherita) assolvendosi dalle responsabilità di averlo ridotto a livello di semplice e ininfluente testimonianza politica. Di tutto questo a Pietrarsa, ovviamente, non ci sarà traccia tranne, come dicevamo, in camera caritatis, facendo in modo che il ‘nemico’ non ascolti. Resta il problema, ma questo con le elezioni alle porte “è inevitabile” a detta di tutti i protagonisti della faccenda, di un partito a Napoli e nell’hinterland alle corde e poco credibile anche per l’appuntamento alle urne della prossima primavera. Qualcuno dalle parti del Nazereno, se la cosa interessa, avrebbe motivo per meditare. Naturalmente, sempre se c’è tempo.

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