

In altri enti esperti pagati a gettone, la Toscana spende 540mila euro in meno
Agenzia DIRE
Anche la Campania si doterà di una Consulta di garanzia statutaria, organismo che si occuperà di valutare se i progetti di legge sono conformi allo Statuto regionale, di risolvere i conflitti tra organi regionali, tra questi e gli enti locali e di determinare l’ammissibilità di referendum regionali e iniziative popolari. La Consulta sarà composta da 5 esperti, in carica per 5 anni, scelti tra professori universitari di materie giuridiche, magistrati e avvocati in servizio da almeno 20 anni. Tre membri dell’organo sono eletti dal Consiglio regionale, altri due, il presidente e il vicepresidente, sono nominati da Vincenzo De Luca, presidente della Regione, e Rosa D’Amelio, presidente del Consiglio regionale. La proposta di legge istitutiva della Consulta dovrebbe essere discussa la prossima settimana dalle Commissioni regionali Affari Istituzionali e Bilancio.
L’organo, che ha solo funzioni consultive e non giurisdizionali, costerà, nel 2018 e nel 2019, 580mila euro all’anno “e a decorrere dal 2020 – si legge nel testo della proposta in possesso della Dire – le quote di spesa annuali sono assicurate nei limiti di stanziamento previsti dalla legge di bilancio della Regione a favore del Consiglio regionale”. Una Consulta di garanzia è prevista, a livello statutario, in quasi tutte le Regioni, tranne Marche e Molise, ma e’ stata istituita soltanto in 5 Regioni. In Liguria e Calabria l’organismo è stato soppresso mentre nel Lazio e’ stato istituito un Comitato di Garanzia statutaria non ancora costituito. Nel 2017, gli esperti del Piemonte, i piu’ operativi, hanno prodotto 7 consulenze; quelli umbri zero. La Regione più attiva è l’Emilia Romagna dove la Consulta ha una media di 5 pareri resi ogni anno. Ma a differenze della Campania, nelle altre Regioni l’organismo viene pagato a cottimo, con un gettone di presenza che va dai 250 euro dell’Abruzzo agli 800 della Toscana, esclusi i rimborsi spese previsti. In Toscana, la Regione che spende di più, un parere della Consulta può arrivare a costare 4400 euro: ipotizzando un tetto massimo di 10 consulenze annue, la cifra totale si aggira sui 44mila euro. Ovvero, 540mila euro in meno della Campania.