

di Peppe Papa
Universiadi? No grazie, spreco di risorse inutile. Questo, più o meno, quanto espresso in un video messaggio (eh sì, anche questo capita nell’epoca dei social) da Stefano Caldoro, l’ex ‘dimenticato’ governatore della Campania passato dalla stanza dei bottoni al fantomatico ruolo di capo dell’opposizione in consiglio regionale. Ogni tanto, come un fulmine a ciel sereno, riemerge dall’imbarazzante anonimato cui è stato condannato (si fa per dire) per dare qualche giudizio illuminante su questioni all’ordine del giorno della politica italiana o locale, confondendo la sua voce tra le altre nell’affollato mondo della comunicazione mediatica. Così, tanto per esistere. Vedi il rilancio, di quella che passa per una sua intuizione, della divisione del Paese in macroregioni quando a tenere banco era il referendum per l’autonomia di Lombardia e Veneto. O quando, a proposito di elezioni, ha fatto sapere di non essere interessato a un posto in parlamento, essendogli chiaro fin da subito che nessuno è intenzionato ad assicurarglielo, optando per un impegno più diretto nella riorganizzazione di Forza Italia in Campania, anche questo un compito che per ora qualcuno di quelli che contano nel partito ha mai pensato di avallare. Oggi è toccato alle Universiadi, tema in questi giorni di scottante attualità e che sta mettendo alla prova il suo successore a Palazzo Santa Lucia, Vincenzo De Luca che sull’evento si sta giocando un’importante fetta della propria credibilità e popolarità. Le difficoltà, come è noto, sono enormi: dalla situazione degli impianti sportivi a Napoli e nella regione che definire precaria è solo un buon auspicio, alla logistica, i trasporti, le nuove infrastrutture, la sicurezza, le occasioni da non mancare di fare della manifestazione un business che abbia ricadute significative sullo sviluppo dell’intera Campania. Una specie di Olimpiade, certo in tono minore, che non può essere derubricata, come ha fatto Caldoro nel suo video, a una “non priorità” per la cittadinanza e una occasione per far un po’ di pubblicità a buon mercato da parte di un politico spregiudicato come l’attuale presidente della Regione. “Ho fatto qualche comunicato stampa qualche mese fa – ha spiegato guardando dentro la telecamera – e dico subito come la penso: non sono una priorità per la Campania. Spendere 270 milioni di euro quando abbiamo problemi sulla disabilità, sul sociale, sui trasporti, sono problemi più seri, più importanti. Poi quei soldi in qualche maniera, vengono tolti ad altri settori. Questa è una cosa che noi non ci potevamo permettere, non è una priorità”. E ha raccontato, tanto per essere chiari, di quando fu proposta a lui l’organizzazione della kermesse e il consiglio ricevuto “dalla più alta istituzione dello sport nazionale (Malagò?) a lasciar perdere. “Voglio raccontare per concludere – ha detto Caldoro – un aneddoto che mi è capitato quando ero ancora presidente, più o meno nel 2014: in un incontro uno dei massimi dirigenti del Coni mi disse: presidente posso darle un consiglio? – parlavamo di impianti sportivi e di finanziamenti – se qualcuno vi propone le Universiadi, scappi. Qui nessuno le vuole, attenti a chi ve le propone. La più alta istituzione dello sport nazionale, che sentì il dovere di dire ad un presidente di regione di stare attenti alle Universiadi. Forse ci sono tanti interrogativi che bisognerebbe porsi – ha concluso – non ci stiamo facendo le domande giuste di fronte ad un evento sportivo che non ha un ritorno né di risorse, né di pubblicità, né di immagine perché non considerato tra gli eventi sportivi più importanti con il rischio di spendere tanti soldi in pochi giorni”. Forse ha ragione, peccato sorvoli sul fatto che a Kazan (2013 Russia), Gwangiu (2015 Corea del sud) e Taipei (2017 Taipei cinese) stiano ancora festeggiando! Pazienza, quella è gente strana.