

di Peppe Papa
Luigi De Magistris a tutto campo nel corso di un’intervista video concessa all’agenzia di stampa DIRE. Dalle elezioni siciliane alle prospettive politiche del suo movimento, dalla disastrosa condizione dei trasporti metropolitani all’organizzazione delle Universiadi in Campania, dalla non meno preoccupante situazione dei conti del Comune all’offensiva promessa dai 5Stelle alle prossime amministrative (sic) del 2021. Un corollario di ovvietà spacciate per acute intuizioni politiche, contraddizioni, promesse, con l’unico denominatore del continuare ad esistere nel teatrino politico-mediatico, sperando in un proprio futuro ‘professionale’ tutto da decifrare, ma soprattutto da costruire.
ELEZIONI SICILIANE
Dopo avere invitato i suoi sostenitori a votare convintamente “No” al referendum costituzionale del 4 dicembre scorso, l’Italicum, costruito intorno alla legge elettorale per l’elezione dei sindaci attualmente ancora in vigore e che funziona alla grande, ha affermato che il “Rosatellum”, un sistema che più proporzionale non si può, “porterà al caos” e che in Sicilia se ne sono visti i primi effetti (ovviamente tutti da dimostrare quando si voterà per le politiche). “Attenderei l’esito definitivo delle Regionali in Sicilia – ha detto – ma si prefigura un tracollo del Pd e sicuramente una sconfitta di Matteo Renzi”. Che per lui, così come per la gran parte della sinistra radicale (o presunta tale) è il principale obiettivo ‘Tafazziano’. Salvo poi ammettere, in un lampo di sobrietà, che sì lo scenario politico del 2018 “è difficile da prevedere perché la legge elettorale non dà stabilità né consente di sapere in anticipo quale schieramento governerà. C’è chi prefigura un “Renzusconi” ma non prima, bensì dopo le elezioni. E’ possibile che ci sarà un movimento – ha proseguito col piglio di chi la sa lunga – che arriverà primo ma senza avere la maggioranza dei parlamentari. Si potrebbero realizzare alleanze che allo stato sembrano pura fantasia politica. E bisogna anche capire se, da qui alle elezioni, la sinistra sarà in grado di presentarsi con un suo programma, una sua credibilità, coerenza e capacità di innovazione”. Ed è proprio per questo motivo che la legge elettorale appena approvata dal parlamento “non potrà funzionare”, ma guarda un po’, sarebbe stato meglio se si fosse adottato lo stesso sistema per eleggere i sindaci. In questo modo “chi viene scelto con un programma elettorale, una maggioranza e che poi ha i consiglieri per poter governare” è tra i “politici più amati”, o comunque tra “quelli meno odiati”. E questo “è un principio di chiarezza”.
LE PROSPETTIVE DEL PARTITO PERSONALE
La “politica che unisce governo e rivoluzione si può fare non solo a Napoli”, ma i tempi non sono maturi. ‘DeMa’, il movimento politico fondato da lui non è pronto alla sfida nazionale ha riconosciuto, “non credo sia pronta a presentarsi alle politiche del 2018. Deve ancora crescere, organizzarsi e trovare una sua identità nella pluralità delle opinioni e delle sensibilità”. Pertanto “se ci saranno proposte interessanti noi andremo a guardarle e diremo la nostra, cercando di tenere la nostra maggioranza compatta per far pesare la forza di Napoli anche per le politiche”. Nel frattempo se “permarrà l’entusiasmo politico anche dopo 10 anni di logoramento, sofferenza e passione, saremo pronti anche come DeMa a lanciare la sfida”. Quale? “Per le Europee del 2019 – ha confermato l’ex pm – e stiamo tessendo relazioni e rapporti con movimenti europei. Ma soprattutto ci dovremo far trovare pronti per le regionali 2020 (in Campania) e per le comunali 2021 (a Napoli)”. In che maniera non è dato sapere. Intanto è lanciato l’avviso e sono previste frotte di cittadini attardarsi in fila ai seggi delle varie consultazioni per sostenerne la causa.
TRASPORTI E PRIVATIZZAZIONI, LA RICETTA DEL SINDACO
“C’è chi lavora contro il salvataggio dell’azienda (l’Anm) e per vincere la sfida serve coraggio”, con questo input il sindaco ha liquidato la controversa vicenda del servizio dei trasporti pubblici napoletani contro la possibilità della privatizzazione così come è successo e sta succedendo in tutte le grandi città italiane. “Io e la mia squadra – ha chiarito De Magistris – tra mille difficoltà, stiamo provando a fare i fatti. E’ vero, questo è molto difficile e abbiamo poco tempo, poi ci sono una serie di persone che lavorano anche un po’ contro rispetto al salvataggio di Anm. Compito del sindaco è lavorare per portare a casa il risultato confidando nella collaborazione di tutti e con quell’adeguata dose di coraggio che ci vuole per vincere queste sfide così complicate”. Non si capisce chi rema contro, ma fa lo stesso, e neanche chi debba dare una mano per salvare il salvabile. E’ tutto una verifica, ma intanto i cittadini restano a piedi e devono sperare (a prescindere dai bus che non passano) che l’apertura della stazione della Metropolitana Linea 1 al Centro Direzionale di Napoli “entro due anni” sarà un risultato importante per questa zona della città”.
UNIVERSIADI: OK AL COMMISSARIO
“A noi interessa che le Universiadi si facciano (ci mancherebbe, ndr), che il Comune non venga esautorato dai suoi poteri e che non si fallisca questo appuntamento. Ne ho parlato anche con Raffaele Cantone, possono essere l’occasione di dimostrare che un evento si può fare con le mani pulite, tenendo fuori corrotti e mafiosi. E’ una sfida che il Comune di Napoli si sente di portare avanti”. Il commissariamento, che si è reso necessario visto l’andazzo che ha preso la questione, non impressiona più di tanto il sindaco che anzi rilancia: “Il commissariamento è un termine che non ci piace, ma se significa creare una struttura che può agire con rapidità e snellezza, noi ci siamo”. Una posizione pragmatica, al di là delle polemiche che non stavano portando da nessuna parte e che ancora una volta danno il segno del ‘surf’ istituzionale operato dal primo cittadino tra “ rivendicazione dal basso” e prerogative di buon governo tra Regione , Coni e Palazzo Chigi.
IL COMUNE NON ANDRÀ IN DISSESTO
“Il Comune di Napoli non andrà in fallimento. Non ci sono le condizioni e noi faremo di tutto perché questa città non vada in dissesto”. Ne è sicuro De Magistris, fidando sul fatto che governo e parlamento non si prenderanno la responsabilità di mandare in default la terza città d’Italia. Un azzardo, degno di un pokerista alla frutta, ma che ha le sue ragioni: “Non si prenderanno la responsabilità di mandare in dissesto città come Napoli e tante altre. Sarebbe un grave danno per la tenuta democratica del Paese e una follia politicamente, in vista delle elezioni, mettersi contro i sindaci”. Non è sicuro che gli si presti attenzione, ma tant’è. Oggi davanti alla Commissione Bilancio del Senato “con l’Anci rappresentato da una decina di sindaci di tutti gli schieramenti politici”, proverà a chiedere un “pacchetto di norme per mettere in sicurezza le città e i territori, per far ripartire l’Italia”. E evitare che i Comuni vadano in rovina. Chiacchiere, ma non c’è altra strada per continuare a cercare di aver voce in capitolo.
M5S ASSENTE DA NAPOLI. SI CANDIDI SINDACO, LO BATTIAMO
Roberto Fico, presidente della commissione di vigilanza Rai e leader del M5S in Campania, non ha nascosto la sua aspirazione a correre per la poltrona di sindaco di Napoli, dopo la precedente performance eludente del 2011 (poco più dell’1% raccolto alle urne) sfidando apertamente il conformismo della fascia tricolore in carica e i partiti che gli fanno da sponda compreso il Pd. Una velleità che De Magistris non ha esitato a bollare come demagogica e senza prospettive: “E’ legittimo che una forza politica di opposizione provi a dare una spallata al sindaco in un momento difficile per la città. Ma noi e il Movimento 5 Stelle siamo diversi: io mi metto dalla parte delle sindache Raggi e Appendino , non lancio accuse per gli avvisi di garanzia. Loro sferrano attacchi e quella di Matteo Brambilla (consigliere comunale M5S di Napoli, ndr) mi sembra tanto un’opposizione alla Gianni Lettieri”. Insomma, “grillini”, non c’è trippa per gatti, “rassegnatevi”. Per ora.