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De Magistris, l’ex terrorista palestinese e le rose bianche di Ambrosino per scusarsi con la Camusso

 di Peppe Papa

A Napoli Susanna Camusso non può parlare all’Università per l’assalto dei centri sociali, mentre all’Asilo Filangieri struttura di proprietà comunale viene ospitata in pompa magna l’ex terrorista palestinese Leila Kaled. Per il sindaco l’episodio riguardante il segretario della Cgil il 9 ottobre scorso si è trattato solo di una semplice contestazione e che il fatto sia stato ingigantito dalla stampa ‘nemica’ tanto da non dovere meritare neanche due righe di scuse, dovute se non altro perché si tratta pur sempre di una signora. E meno male che a rimediare, a nome di tutti i napoletani , ci abbia pensato l’ex consigliere comunale del Pdl, Raffaele Ambrosino, fustigatore principe sui social di De Magistris e della sua squadra di troll, che ha fatto recapitare alla Camusso a Roma un mazzo di rose bianche in segno di solidarietà per l’increscioso episodio di censura subito “nella nostra città”. Una intolleranza per niente casuale a dire la verità che non rende merito al capoluogo medaglia d’oro per la Resistenza, andato in scena, ahinoi, già in precedenti occasioni: dall’arrivo di Matteo Salvini alla Mostra d’Oltremare, con il quartiere di Fuorigrotta messo a ferro e fuoco, fino al silenzio imposto al governatore Vincenzo De Luca e a Guglielmo Epifani alla festa nazionale di Mdp a Napoli. Circostanze, a detta del primo cittadino, che avrebbero dovuto indurre ad una riflessione i protagonisti “sul perché delle contestazioni, invece di andare a lamentarsi da mammina”. I suoi ‘amici’ ribelli, in pratica, difesi ad oltranza contro tutte le evidenze, salvo poi andare e tornare dalla Capitale con il cappello in mano nella speranza di evitare il default della propria amministrazione. Intanto come dicevamo, all’Asilo Filangieri, sarà ospite Leila Kaled, mebro del Fronte popolare per la liberazione della Palestina nota per la sua partecipazione al dirottamento del volo Twa 840 del 29 agosto 1969, prima donna coinvolta in un’azione simile e protagonista di uno dei quattro dirottamenti simultanei terminati a Dawson’s Field il 6 settembre dell’anno dopo, che fecero precipitare la Giordania nel drammatico periodo del “Settembre nero”. Niente da dire in questo caso, la Kaled ha tutto il diritto di parlare, ci mancherebbe, anche se colpisce che lo stesso riguardo non sia stato assicurato ad altri pur autorevoli convegnisti o rappresentanti politici. Nel frattempo, curiosamente, tanto per non smentire il suo ondivago dibattersi per conservare la poltrona finché dura, non ha esitato ad andare a salutare i partecipanti al 28 Congresso nazionale della Federazione delle associazioni Italia-Israele che ha aperto i lavori a Napoli all’Hotel Renaissance ieri mattina alla presenza dell’Ambasciatore Ofer Sachs. Dieci minuti di stringata analisi ad ampio raggio sul Medio Oriente e sul Mediterraneo e il ramoscello d’Ulivo porto ai presenti sottolineando quanto alcune sue dichiarazioni in tempi passati “possano essere state equivocate e non siano state gradite” dalla comunità ebraica locale, ricordando di essere stato il primo sindaco partenopeo ad avere avuto il coraggio e la sensibilità di cancellare l’intitolazione della strada ai Borghi Orefici a Gaetano Azzariti, giurista e presidente della Commissione sulla razza del regime fascista. Chapeau! Zelig per lui è come un fratello.

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