
Soltanto pochi mesi fa Tempismo Democratico nasceva, mettendo insieme i giovani amministratori e dirigenti del Partito Democratico della città metropolitana di Napoli. L’idea è produrre un video a settimana e raccontare chi sono i giovani del partito e quali iniziative stanno portando tra la gente. Questo esperimento, nato dal basso, ha incontrato grande interesse da parte del Partito democratico nazionale e lunedì 18 dicembre è stato invitato il responsabile nazionale della comunicazione del partito Matteo Richetti per un confronto su cosa c’è veramente nel partito e come si possa ripartire.
“Mi pare che a Napoli si sia andati oltre un salutare confronto, finanche con l’utilizzo di strumenti che chiamano in causa gli organi di garanzia, i ricorsi. Questo dimostra una sofferenza vera”. Ha detto il deputato del Pd, Matteo Richetti, responsabile nazionale comunicazione Pd, commentando le ultime vicende che hanno riguardato il partito di Napoli in vista del congresso per la nuova segreteria provinciale. “Questo partito – ha spiegato il parlamentare dem – ha bisogno di concretarsi di più sulle questioni di merito perchè quando c’è troppo metodo significa che qualcosa che non va. E’ da questo che bisogna ripartire da ragazzi, amministratori e amministratrici che testimoniano una prossimità vera ai territori nei quali esercitano l’impegno politico: se è vero che la politica deve recuperare credibilità può farlo solo dimostrandosi prossimo ai bisogni delle persone. A maggior ragione in una realtà come quella di Napoli in cui le difficoltà del partito sono evidenti a tutti. Penso che occorra ripartire dalle persone, non necessariamente più giovani, ma profondamente libere”
Candidature: lasciare da parte tatticismi elettorali
“Questo partito può decollare se si lasciano da parte i tatticismi molto pesanti. E noi lavoreremo in questa direzione”. ha proseguito Matteo Richetti. “Si è appena conclusa la costruzione di una coalizione che va oltre il solo Pd – ricorda il parlamentare del Pd – e immagino che ci saranno candidati anche non del nostro partito che sosterremo nei collegi. Mi auguro a prescindere che le candidature siano il meno possibile espressione di un equilibrio interno ma più di coraggio vero”. Una coalizione, quella a cui fa riferimento Richetti, che terrà fuori Liberi e Uguali “ci hanno detto ‘no grazie’ e noi abbiamo ripreso a costruire un centrosinistra che sarà in campo anche con delle sorprese. Di fronte a dichiarazioni sull’euro di Luigi di Maio – afferma il deputato dem – o al populismo di Salvini, credo che gli elettori siano molo più consapevoli di quanto non rilevino i sondaggi
Paola Montesarcio: Cambiare il concetto stesso di rottamazione
A margine dell’incontro organizzato da Tempismo Democratico abbiamo incontrato anche Paola Montesarchio, segretario del circolo Pd di Acerra: “Sono cresciuta con l’idea della rottamazione, che però ha finito per coinvolgere le persone e non le cose che davvero andavano mutate nel partito. Dobbiamo cambiare il concetto stesso di rottamazione, partendo dalle guerre fratricide per il sostegno ai capobastone”. “Qui ci sono giovani con ardore – ha proseguito – voglia di combattere senza arrendersi di fronte alle ingiustizie. Io sono un’amministratrice in un territorio difficile, di Terra dei Fuochi, di disoccupazione. Ma spesso non riesco ad avere risposte dal partito. C’è uno scollamento eccessivo, quella gerarchia che doveva servire alla fine non ha funzionato”. Il segretario del circolo acerrano chiede, quindi, al partito nazionale più attenzione ai territori “serve un filo diretto con chi i territori li vive”.
Fonte DIRE