

di Francesca Piccolo
Agli esordi delle festività natalizie il 21 dicembre a Vitulazio nel cuore di Terra di lavoro una Società Cooperativa agricola -Giaccio frutta- ha ospitato il convegno “Agricoltura sostenibile” organizzato dall’Ordine professionale dei dottori agronomi e forestali della provincia di Caserta. L’incontro ha esplorato l’ evoluzione dei processi in agricoltura negli ultimi 50 anni, nel territorio casertano lo stato dei suoli e della qualità delle acque e dell’uso razionale della stessa, delle emissioni in atmosfera e particolare attenzione è stata dedicata al tema della sicurezza alimentare. I contributi tecnico scientifici hanno evidenziato come i processi di agricoltura biologica e biodinamica connessi alla ricerca e quindi alla sperimentazione con l’utilizzo di tecnologie innovative hanno accresciuto nelle aziende operanti in Terra di Lavoro quell’enorme bagaglio di saperi che oggi identifica sempre più un’ agricoltura 4.0
Ampia sessione è stata dedicata ai risultati sperimentali ottenuti dalla ricerca dalla Facoltà di scienze ambientali Luigi Vanvitelli, in merito all’utilizzo del biochar in campi di coltivazione sotto serra ed in pieno campo – prodotto ottenuto dalla combustione della biomassa in condizioni di assenza o presenza limitata di ossigeno o ottenuto naturalmente per decomposizione della sostanza organica depositata a strati nei diversi decenni. Tale prodotto è tuttora oggetto di ricerca e sembrerebbe essere utile come fertilizzante, ammendante ma anche capace di contrastare i fenomeni di erosione dei terreni (soprattutto di quelli che sono stati oggetto di coltivazione intensiva) e utile a chelare (bloccare) i metalli pesanti nel terreno rendendoli indisponibili alle piante ad in esso coltivate
L’appuntamento è fissato dopo l’Epifania per la stipula di una convenzione tra L’ordine dei Dottori agronomi e forestali e la Facoltà di Scienze Ambientali Lugi Vanvitelli che avrà come finalità lo scambio di competenze e conoscenze con i coltivatori diretti, le aziende e i docenti in materia di agricoltura biodinamica e biologica con l’ utilizzo connesso a pratiche sperimentali che vanno verso un oculato impiego dei fattori produttivi ed un ridotto impatto sull’ambiente Lo scopo di queste produzioni sperimentali ma ormai in uso da circa venti anni e con una diffusione notevole specie al sud d’Italia punta a favorire la biodiversità ma sopratutto a limitare le emissioni di carbonio, provenienti principalmente da fonti come l’allevamento zootecnico e l’uso di fertilizzanti.