

di Peppe Papa
L’operazione candidature della sinistra-sinistra raccolta sotto l’ombrello di Liberi e Uguali, il neo cartello elettorale guidato da Pietro Grasso, è andata a finire come si prevedeva. Si è scatenata la corsa ai pochi posti disponibili, una spartizione feroce che ha lasciato sul terreno figure politiche di primo piano, come quella di Antonio Bassolino, e che si è palesemente rivelata come il solito ‘pranzo’ apparecchiato dai big per accaparrarsi le ‘postazioni’ più o meno garantite. Il presidente uscente del Senato è stato il più spregiudicato rivendicando per sé due proporzionali sicuri, in Sicilia e nel Lazio, evitando, unico leader di partito italiano, accuratamente qualsiasi collegio uninominale. Raccontano che al tavolo delle trattative sulle liste si continui a respirare, in queste ore, un’aria pesante anche perché dai territori pare non abbiano gradito i ‘paracadute’ calati dall’alto a garanzia di quelli, evidentemente, “più uguali degli altri” e lo abbiamo mandato a dire con lettere e mozioni di dissenso. Ma a poco è servito. A Napoli il caso più clamoroso con l’esclusione dell’ex governatore della Regione Campania – candidatura da lui ufficialmente mai richiesta, bisogna precisare – in favore dell’ex sindaco di Bacoli, Josi Della Ragione. Il capelluto ragazzotto flegreo, attivista di un movimento civico radicale del posto, sostenuto dal M5S e sfiduciato dopo pochi mesi dalla sua stessa maggioranza è entrato in quota Sinistra italiana, così come aveva preteso Frantoianni. Vedremo come andrà a finire e i voti che porterà in dote, magari gli potrà dare una mano l’amico, Luigi De Magistris suo sponsor della prima ora, il collegio uninominale per la Camera dei Campi Flegrei, rappresenta una sfida complicata. Ma tant’è, per il momento Bassolino tace e quasi certamente continuerà a farlo fino al 4 marzo e nel frattempo medita, non è tipo da arrendersi. Chi invece dal bailamme ne esce bene, perché in fondo la classe non è acqua, è Massimo D’Alema il quale, senza ricorrere a ‘furbizie’, ha accettato di misurarsi nell’uninominale di Gallipoli e il proporzionale del Salento, entrambi molto insicuri, perché un vero capo si vede da questi dettagli, e lui non ha dubbi sul fatto che lo sia. Gli altri, tranne Bersani e Errani che correranno nel loro territorio in entrambi i collegi, il resto della nomenclatura non ha rinunciato ad alcun ‘privilegio’. Come Laura Boldrini candidata alla Camera in ben quattro listini proporzionali in Lombardia, tra cui quello super-sicuro di Milano e, con molta probabilità all’uninominale, a Pesaro. Dietro di lei Alessio Pasquini, fidato collaboratore-portavoce di Pietro Grasso, nomina imposta che ha prodotto più di qualche malumore interno. Intanto, i segretari dei partiti fondatori, non sono stati a guardare e hanno scelto per loro soluzioni “chiavi in mano”: Speranza in Toscana e nel Lazio, Fratonianni a Torino e a Pisa, Civati a Bergamo-Brescia. Pensano tutti di farcela. Speriamo per loro che non si sveglino sudati.