

di Peppe Papa
C’è chi fa e chi sparla, chi produce risultati e chi invece vende l’aria fritta. Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, messo sotto attacco per la deludente prestazione fornita il 4 marzo da lui e il suo partito, come un animale ferito vende cara la pelle, reagisce e mette in campo il proprio potenziale migliore: essere uomo “dell’efficienza e della concretezza”, come ama definire la sua azione amministrativa. E sfida tutti. A partire dal suo avversario più insidioso, il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris che, non nascondendo le proprie ambizioni di prenderne il posto nel 2020, gli ha scatenato contro la pletora di movimenti antagonisti e centri sociali che sono i suoi pretoriani messi a controllo della piazza. Così, mentre il primo cittadino metropolitano è costretto a dovere ingoiare la decisione dell’Anm di dimezzare il servizio della linea 1 del Metro, De Luca rilancia: “Eav (l’azienda di trasporto pubblico regionale, ndr) mantiene in funzione le sue linee ferro e gomma il giorno di Pasqua e quello di Pasquetta. Il giorno di Pasquetta riapre anche la funivia del Faito”. Inoltre, ha sottolineato di aver chiesto al presidente dell’holding del trasporto pubblico regionale, Umberto De Gregorio, di “verificare con il comune di Napoli la possibilità, se necessario, di attivare delle navette a Napoli anche nel pomeriggio di Pasqua, come già è avvenuto a Capodanno, per venire incontro alle difficoltà di Anm, in uno spirito di collaborazione e per non lasciare disorientati i numerosi turisti presenti in città”. Un ceffone in piena faccia al ‘Che’ in bandana arancione che sproloquia sulla “rivoluzione mondiale” che da Napoli è pronta a conquistare il pianeta. Nel frattempo, se non altro per assestare un ulteriore colpo al fantomatico contendente di Palazzo Santa Lucia, la giunta regionale ha impegnato la somma di 2.642.200 euro a favore sempore di Palazzo San Giacomo per l’attuazione del Programma sperimentale di edilizia residenziale rivolto alle categorie sociali deboli. E il Comune? Zero. Insomma, per il momento non c’è partita. Ma non basta. De Luca sa che i nemici sono altri e più insidiosi. I Cinquestelle, ormai una realtà, alle prossime consultazioni regionali potrebbero essere un serio antagonista, soprattutto se il proprio partito di riferimento non è in palla e non dà segni di vitalità immediati. Non una novità per lui che, nella sua lunga carriera politica, è stato costretto a districarsi tra impedimenti insormontabili per il suo carattere volitivo. Non può che giocare d’attacco, come ha sempre fatto (nel bene e nel male) sperando nella buona stella che tocca agli audaci. “Il bilancio consuntivo 2016 dell’amministrazione regionale della Campania è arrivato al pareggio, ed è la prima volta dopo anni”, è quanto emerso dalla giunta regionale (nel 2013 il bilancio si era chiuso con un disavanzo di 1,5 miliardi, nel 2014 il disavanzo era di 550 milioni, nel 2015 di 440 milioni). Un fatto, un punto a suo a favore, chi può provi a dire il contrario. Come l’approvazione del piano Zes , la zona economica speciale che consente una più intensa crescita dei porti e delle aree industriali e logistiche nonché delle infrastrutture e della mobilità regionale. Basta? Crediamo di no. Ci sono due anni ancora di traversata nel deserto, sperando che il calore non prenda la testa.