

di Peppe Papa
Matteo tace, lascia fare, mentre il suo partito si dilania sul cedere alle lusinghe del M5S. L’ultimo atto di un processo il cui esito finale non può che essere la dissoluzione del Pd, almeno di quello fin qui conosciuto. Stanno venendo i nodi al pettine, le componenti interne giocano la loro partita conclusiva contro l’ex segretario con il tentativo disperato di un rapporto ‘contro natura’ con i grillini che lo metta all’angolo e ne archivi la parabola politica. Praticamente un suicidio, nel caso dovesse riuscire.
Renzi, nel frattempo, proprio con il suo silenzio, ha in qualche maniera dato il rompete le righe, “andate dove volete, io non vengo”. E subito è partita la corsa ai distinguo, alle aperture moderate sulla possibilità di un accordo “a certe condizioni”, l’addio velato di qualche fedelissimo e la campagna mediatica martellante della stampa cosiddetta di sinistra lanciata a favore dell’intesa. Possibile, addirittura, così come annunciato dal segretario reggente, Maurizio Martina, una riunione della direzione nazionale per
Praticamente lasciarsi trascinare nelle sabbie mobili di un ‘governicchio’ senza idee e contenuti fino alla morte per soffocamento. Perché è chiaro che un accrocchio del genere non ha i numeri e non può durare a lungo. Praticamente, un vicolo cieco. Difficile, comunque, che si arrivi a tanto, probabilmente i capi corrente del partito rinsaviranno prima del botto finale e la direzione non avrà luogo, aspettando il corso degli eventi. Bui, secondo le previsioni. Il politologo Mauro Calise su “Il Mattino” ha parlato di un Pd senza leader e organizzazione”, praticamente destinato a fare da stampella ai ‘nuovi barbari’, qualora si adagiassero al ruolo di ‘consigliori’ di un governo stellato, che è esattamente quello che si immagina il “giovane di Rignano” il quale, dalla situazione di impasse, non può che trarne vantaggi. Insomma: fatelo il governo e toglietevi dalle scatole. Ne riparliamo a ottobre alla ‘Leopolda’, il vero congresso del Pd. La ‘Bolognina’ del partito mai nato.