Croce e Pugno chiuso: andata e ritorno da San Francesco ai Bronzi di Riace
Ottobre 9, 2018
Giovani all’avanguardia a difesa del proprio futuro: bruciati in piazza manichini di Salvini e Di Maio
Ottobre 12, 2018

IL ROMANZO “Non è vero niente” di Gennaro Prisco (quinta puntata, terza parte)

Con questa terza parte si chiude la quinta puntata del romanzo che è ambientato a Metrofavela, che è familiare, che ha come protagonista Lucia e l’Assenza.
L’autore è contento.
Così come lo è Andrea senza grammatica.
Non è vero niente sarà presto in libreria.
Lo editerà la Cool Association che è un’idea progettuale
contro lo sfruttamento dell’arte della creatività.
Buona lettura.

Quinta puntata
Terza parte
——————————

Nella nostra Costituzione abbiamo scritto che ripudiamo la guerra.

Ai nostri ragazzi abbiamo spiegato che sono occidentali, che sono liberi  di scegliere dove andare e cosa fare, indipendentemente dal proprio credo religioso, dalle proprie idee politiche, dai propri orientamenti sessuali.

Non sono supereroi, non sono soldati, non sono hacker, non sono cult.

Sono disarmati con lo smartphone tra le mani mentre la felicità gli scorre affianco  tra sms e fotografie e video clip, superando i confini che sono stati chiusi temendo invasioni barbariche, comunicando con fibra ottica da un punto all’altro del pianeta, con un leggero movimento criptato.

Nanà, Nicola, Nando sono obiettori civili, ci hanno ascoltato, sono pescatori di uomini e portatori di pace verso chi ha perso la ragione e cerca le sette vergini promesse facendo schiantare aeri sui grattacieli di New York, mettendo le bombe nelle metropolitane di Madrid, assaltando dal mare, armati di mitra, i vacanzieri occidentali a Sharm el  Sheikh indottrinandosi gli uni con gli altri utilizzando gli stessi strumenti tecnologici che usano tutti per comunicare tra loro le buone e le cattive intenzioni.

Li abbiamo ingannati. Siamo stati  noi che gli abbiamo portato esclusivo il mondo in casa, come una proprietà coloniale.

Noi, semplicemente cambiando canale, abbiamo cancellato dalla visione il fiume rosso sangue del Paese delle Mille Colline  che continua a scorrere verso il mare d’Africa portando con sé milioni di uomini e donne di tutte le età finiti a bastonate, a colpi di machete e pistola da altri uomini.

Immagini terribili di corpi fantocci. Che suo padre seduto sulla riva ha guardato passare gridando l’orrore, senza però lasciarsi travolgere dalla disperazione perché aveva speranze nelle nuove generazioni, nei suoi nipoti. Perché anche da morto crede, Lucia ne è certa, che saranno loro a mettere fine alle guerre. Che questa è la loro missione.

Ma come faranno, strilla, facendo sobbalzare sua madre, se l’Europa è abitata da vecchi egoisti attaccati ai  beni materiali, che temono di essere derubati dal perseguitato, dal fuggitivo, dal rifugiato mentre i figli e i nipoti invece di accudirli fanno piani per farli fuori?

Silenzio, il silenzio cade come un masso sul pavimento della cucina. Lucia sta lasciando il fiume del Paese delle Mille Colline, per far ritorno nella casa del nonno, appena in tempo per vedere i giovani di famiglia piantare fiori nel giardino accompagnati dal suono della chitarra e da una voce rock dolcissima, quella di Ennio, suo zio, magro e bello, zingaro nei tratti del viso e negli occhi grandi e furbi, che piaceva alle donne.

Lucia ne era innamorata.

Che anno è, freccia?  E perché la casa del Re di Poggioreale è in California e le sue finestre sul Pacifico? Chi c’è dentro quelle bare avvolte nelle bandiere a stelle e a strisce? Di chi sono quei ruggiti che spingono i giovani alla disertazione, al processo, alla condanna, al cambiamento d’opinione nel popolo gendarme del mondo?

Lucia supera il muro del tempo e nel suo viaggio sente il ritmo del cucù, il profumo della cucina, le notizie alla radio e l’America è vicina in quel bisbigliare d’amore, a quella gioventù a cui bastava spostare il tavolo da pranzo in un’altra stanza per avere lo spazio necessario per fare posto al giradischi e al ritmo urbano del rock e roll  e fare esperienze di contatto con le minigonne, le aderenze.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *