

di Peppe Papa
E’ bastata una mezzoretta di vertice tra il premier, Giuseppe Conte e i suoi due vice, Luigi Di Maio e Matteo Salvini per trovare l’accordo sull’emendamento al ddl anticorruzione presentato dal M5S che rischiava di mandare gambe all’aria l’alleanza di governo. La prescrizione sarà approvata subito, ma la sua entrata in vigore è posticipata a gennaio del 2020 quando sarà sancita in via definitiva la riforma del processo penale. Sempre che si riuscirà nell’impresa e sempre che l’esecutivo gialloverde a quella data sia ancora in carica.
Nessuno si fa male, o perde la faccia, questo per il momento è la cosa essenziale, mantenendo congelate poltrone e posizioni, in attesa di scavallare l’ostica prova della legge di bilancio, osteggiata dalla Ue e da mezzo mondo finanziario internazionale, per poi lanciarsi pancia a terra nella campagna elettorale per le elezioni europee di maggio prossimo. Dove sperano di fare cappotto.
Intanto, proprio sulla Finanziaria si gioca la partita sull’immediato futuro della coalizione penta-leghista, dove entrambi hanno investito sulla propria credibilità politica: reddito di cittadinanza, abolizione della legge Fornero, flat tax. Nessuna delle quali pare si farà, almeno nelle modalità previste e che, entrambi i partner della coalizione, si sognano di sconfessare apertamente.
Ovviamente, arriverà l’ora della decisione che significherà sfidare apertamente le istituzioni comunitarie andando al muro contro muro, oppure acconciarsi a compromessi come appunto quello pervenuto sulla questione prescrizione. Che è la cosa più probabile.
Prendere tempo, in pratica, trovando il modo di far digerire alla base elettorale scelte non proprio compatibili con quanto promesso per conquistare voti, poi si vedrà.
C’è però chi ipotizza un altro scenario, anche questo plausibile, di un possibile precipitare degli eventi, vale a dire la caduta del governo alla voce: “avete visto, ci hanno impedito di fare gli interessi del popolo sovrano, adesso se volete, sorbitevi Cottarelli”. Un modo comodo di scaricarsi dalle responsabilità e preparare la campagna per la conquista di Bruxelles. Avanti popolo!