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La rimonta del Napoli non illuda, con la Juventus di Allegri non sarebbe mai stato possibile

Un campionato all’insegna di Zeman, a nostro avviso il più grande allenatore al mondo, e nessuno si permetta di storcere il naso, perchè il boemo era trent’anni avanti con le sue idee di calcio, e solo decenni dopo gli allenatori contemporanei hanno capito, lo dimostra la Juventus di Sarri, ma soprattutto il Napoli di Ancelotti che dato il modo di giocare privilegiando la fase offensiva a quella difensiva, di partite con goleade ne faranno ancora parecchie, sia prendendo gol che facendoli. Detto questo, il match di ieri sera, caduto in calendaruio troppo presto, ha chiaramente detto alcune cose: in primis, che la Juventus è una squadra tre volte superiore a tutte, magari solo due volte a Napoli e Inter, e su questo c’è poco da discutere. La sua qualità in tutti i reparti è impressionante! Parliamoci chiaro, se ne avesse fatti cinque al Napoli non avrebbe rubato nulla, e non è merito del gioco di Sarri perchè in poche settimane uno come lui incide pochissimo negli schemi, soprattutto perchè nelle ultime è stato pure poco presente per la nota malattia, e poi perchè non esiste in Italia una squadra che ha in attacco gente come Ronaldo e Higuain, Douglas Costa e Dybala, poi ancora Mandzukic, Bernardeschi, Cuadrado, per non dire a centrocampo, con gente come Pianic, Kedira, Emre Can, Matuidì, Rabiot, Ramsey, Betancour…mamma mia! Sarri non ha nulla da insegnare a queti calciatori, semmai può solo danneggiare questa squadra, come gli stava riuscendo ieri sera permettendo di pareggiare una partita stravinta già nel primo tempo contro un impalpabile Napoli, pieno di lacune a centrocampo e in difesa, ma anche in attacco, visto che i gol sono arrivati soprattutto dai difensori. Ma le partite, come sempre, durano 95 minuti e il pericolo è sempre dietro l’angolo, il Napoli senza fare granchè l’ha ribaltata in soli 15 minuti. Bravo Ancelotti ad averla cambiata, meno Sarri per averla involuta come al solito non sapendo gestire i momenti cruciali e all’evidente calo fisico e mentale della propria squadra. Ma il calcio è implacabile, la vittoria al di là dello sfortunatissimo autogol di Koulibaly, la Juventus l’avrebbe meritata in lungo e in largo e stavolta senza nemmeno i soliti presunti aiutini. Piuttosto il calcio sa essere crudele anche in altri aspetti, come dire alquanto esoterici, perchè per una sorta di legge del contrappasso fa pagare con la stessa moneta e all’ultimo respiro proprio al calciatore senegalese, l’eroe dell’indimenticabile vittoria di due anni fa, anche quella in seguito macchiata dall’espulsione di Firenze. E’ veramente qualcosa che amareggia tantissimo questo strano destino di Koulibaly, la cui partita di ieri sera era cominciata male nel confronto con Higuain e finita peggio con quel gambone così alto che ha sorpreso talmente Meret, che forse per inesperienza nemmeno gliel’aveva chiamata. Il calcio è così, basta un attimo, mai cullarsi sugli allori, ed ecco che il verdetto arriva inesorabile e stavolta non c’è nulla da dire nemmeno sull’arbitro, che persino ha dato ‘solo’ tre minuti di recupero, ancora sul pareggio, malgrado le sostituzioni e qualche minuto perso con De Ligt a terra preso dai crampi. Al di là di questi aspetti suggestivi, appurata la forza esplosiva della Juventus, sul Napoli c’è poco da dire più di quanto non avessimo già anticipato in articoli precedenti. Ci si è distratti per tutto il mercato a seguire strade impossibili per illudere i tifosi con i grandi nomi quali James Rodriguez,
Pepè, Icardi, ne fosse arrivato uno… I progetti di un club che ambisce alle prime posizioni non possono prescindere dal costruire la propria squadra rinforzando prima di ogni altra cosa difesa e centrocampo. E’ in quei settori che il Napoli non si è colpevolmente rinforzato, pur avendone tutto il tempo necessario e un quadro chiaro della situazione, perchè se in difesa si è fatto pari con Manolas in luogo di Albiol, sugli esterni bassi non si è fatto quasi nulla, a parte Di Lorenzo che non ha aggiunto chissà cosa in termini di qualità. Praticamente sugli esterni si è gli stessi dello scorso anno e con Ghoulam continua incognita. Mentre a centrocampo il Napoli è nettamente deficitario e sul rocambolesco 3 a 3 ha sbagliato anche Ancelotti, che prima però aveva avuto il merito di cambiare modulo e uomini intervenendo con grande sagacia sulla partita sparigliando tutto come solo i grandissimi allenatori sanno fare, ma poi dopo a rimonta riuscita cambiare Allan con Elmas anzichè affiancarcelo togliendo Mertens o Zielinsky è stato un grande errore che per un ex grande centrocampista come è stato il pluridecorato tecnico, è veramente grave. Speriamo che il tecnico azzurro non si sia messo in testa di curare solo il reparto avanzato pensando di poterne fare sempre tre o quattro a partita, o comunque uno più degli avversari con il centrocampo che si ritrova. Dopodichè c’è poco da rammaricarsi per un autogol, perchè non è stato lo sfortunatissimo gesto di Koulibaly a determinare il risultato, ma la scelleratezza di regalare tre gol schierando una mediana insufficiente a coprire 40 metri di campo, e quando si incontrano calciatori di questo tipo, come già contro la Fiorentina con Chiesa e compagni a imperversare a tutto campo, poi è difficile venirne a capo. Il pareggio sarebbe stato un regalo infiocchettato dal grande ex Maurizio Sarri, perchè, anche se con il senno di poi, siamo ragionevolmente certi che con Allegri non si sarebe mai rimontato tre gol alla Juventus a casa propria. Archiviamo in tutta fretta, pur senza imparare la lezione, perchè mancano solo due giorni alla chiusura del mercato, ma sufficienti affinchè si prenda urgentemente un centrocampista di qualità e fisicità dal momento che i soldi per prendere Icardi sono rimasti inutilizzati, invece di propagandare che si sia fatto un grande mercato perchè si è tentato il colpo grosso , e chi lo dice , o non capisce una mazza di calcio, o è il solito leccaculo presidenziale. Ancelotti, ne prenda atto, altrimenti stavolta diventerà dura per davvero, anche per lui.

di Pippo Trio

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