

di Sergio Marrama
La costante: una folla enorme. E’ ciò che ha caratterizzato, e non solo a Napoli ed in Campania, ogni incontro pubblico di presentazione di ItaliaViva. Da piazza Trieste e Trento al cinema Metropolitan, la quantità di persone che hanno voluto partecipare è stata davvero impressionante, chiaramente non prevista nemmeno dagli organizzatori.
Questo fenomeno ha raggiunto il culmine alla Leopolda 2019: in ciascuno dei tre giorni della manifestazione abbiamo dovuto fare una lunga file per entrare, nonostante fossimo arrivati anche con due ore di anticipo.
Ma l’esperienza della Leopolda 2019 è anche e soprattutto la fila stessa: ci incontri il simpaticissimo imprenditore di Forlì, come le signore partite da Siracusa, un nuovo amico di Castello di Cisterna, ed i millennials baresi che fanno confusione.
Splendida è la sensazione di sentirsi parte di qualcosa, di far parte di un gruppo, a maggior ragione quando è evidente che questo gruppo sta facendo nascere qualcosa di completamente nuovo.
Nello stesso modo, o a parole diverse, lo senti ripetere in continuazione e lo leggi sul volto di tutti, che siano veterani di sezione, o persone che si stanno riaffacciando alla vita politica dopo anni di assenza, o infine come chi scrive, che ritiene questo il momento giusto per tentare di mettere la propria professionalità e le proprie idee al servizio, innanzitutto, del paese.
Nei prossimi mesi tutto ciò sarà messo alla prova: è di fondamentale importanza che ItaliaViva non dimentichi questo “entusiasmo creativo“, mantenga il suo carattere di questi momenti iniziali, fatto di novità e volontà di cambiamento.
Insomma che non si riveli un partito solo ed esclusivamente nel senso più tipico, e quindi più obsoleto del termine.
Oggi ItaliaViva può iniziare un cammino che, sulle orme di una consolidata e responsabile tradizione di impegno, va allo stesso tempo verso un modo nuovo di intendere la politica, vista come innovazione, parità di genere, attenzione alla persona ed all’ambiente.
A patto di non rimanere vittima, in una società liquida e veloce come la nostra, di ottiche anacronistiche quanto inutili.