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Ancelotti sta spettinando le bambole inviperite dei salottini tv

Neanche ai tempi di Rafa Benitez si è vista una tale gogna mediatica nei confronti di un grande allenatore, evidentemente a Napoli, più è grande il tecnico e più suscita l’avversione della stampa locale e dei suoi pseudo opinionisti che non vedevano l’ora di potersi accanire come sciacalli su chi non li ha mai considerati come interlocutori. Già con Benitez soffrivano le lezioncine di calcio alquanto ironiche e volutamente elementari nelle varie conferenze del tecnico spagnolo, che consigliava gli astanti di non credere ad una sola parola di quello che si dice nelle interviste, coniando la famosa massima che, “Il calcio è bugia”. Ma evidentemente la lezione non fu capita, perché poi attribuirono a Benitez le problematiche di quei due anni che comunque servirono a far vincere al Napoli gli ultimi due titoli della sua storia, aver cominciato un’opera di costruzione e di internazionalizzazione di una squadra che poi ha dato i suoi frutti negli anni a seguire. Ma nonostante tutto si preferí disfarsi di quel grande tecnico, mettendolo in condizione di andare via dopo appena un anno è mezzo. Purtroppo in questi salottini televisivi napoletani, per andare avanti hanno bisogno di sponsor, perché nessun editore si sognerebbe mai di mettere su questi teatrini osceni, e chi meglio degli sponsor del Napoli affinché poter allestire questi parterre di vecchie cariatidi fra opinionisti, giornalisti insulsi e addetti ai lavori praticamente falliti ? Ed ecco allora che Euronics Tufano, Energas, diventano i main sponsor di tutte le trasmissioni riguardanti il Napoli e chiaramente per mantenersi questi vantaggi in queste trasmissioni si deve sempre ammiccare alla società di De Laurentiis, facendogli propaganda del grande presidente che tutto può e nulla sbaglia e prendersela eventualmente con tecnici e calciatori qualora dovessero esserci crisi di risultati. E allora chi meglio di parafulmini come Benitez ed Ancelotti ad assorbire tutte le critiche? Chi meglio di grandi calciatori che pretendono più soldi ad essere indicati come mercenari e traditori? Le storielle narrate per cedere i vari Quagliarella, Lavezzi, Cavani, Higuain, Hamsik le conosciamo tutti, ma le hanno raccontate con la regia dell’ufficio stampa bulgaro del club che ha sempre indottrinato per bene la tribuna stampa e quella dei salotti televisivi affinché continuasse la favola del grande presidente, pena mancati accrediti, inviti a tutto quello che riguardava il Napoli, dal ritiro alle trasferte in giro per l’Europa fino al semplice accesso in tribuna stampa e alle conferenze dei protagonisti. Inutile dire che diversamente se non allineati alle politiche societarie, a questi giornalisti gli sarebbero precluse ogni possibilità di potersi approvvigionare a sponsor sotto contratto con il Napoli. Tutto questo lo affermiamo con cognizione di causa e per esperienza diretta che possiamo tranquillamente dimostrare. Detto ciò, questi giornalisti ponendosi adesso il problema di escludere da ogni responsabilità della crisi De Laurentiis il benefattore, ecco che sollevati dal compito di dover parlare per forza bene di tutto quello che riguarda la società, adesso si scagliano contro allenatore e calciatori, e più è grande la loro fama e più vengono messi in discussione e immolati alla gogna pilotata prevedibilmente dalla società stessa a giustificare i risultati negativi. Nessuno che parla di mercato totalmente sbagliato, ad agosto, vi avevano dato tutti nove, e dato per scontato che il Napoli si fosse rinforzato e quindi da scudetto, Stava a tutti bene la decisione di De Laurentiis di non prendere James, Icardi, magari Nainggolan, e poi cedere ancora prima nel gennaio scorso Hamsik, poi ad agosto Albiol, Diawara, Rog, Verdi, Ounas, Inglese, Vinicius, Chiriches, perchè era sufficiente aver preso Manolas, Di Lorenzo, Elmas, Lorrente, Lozano, che poi non si sono rivelati affatto sufficienti a coprire le uscite. Non si capisce come può essere stato più utile prendere Llorente e non Icardi, e data l’età averlo preferito addirittura ad Inglese o a Vinicius che sta facendo sfracelli al Benfica. Ma De Laurentiis non ha sempre preferito giocatori giovani e in prospettiva che vecchiardi a parametro zero? Tuttavia nessuno ne parla. Peró fa comodo parlare delle promesse aziendaliste di Ancelotti, quindi che il Napoli avrebbe lottato comunque per lo scudetto e che il mercato era da 10. Ma Ancelotti cosa avrebbe dovuto dire, che il mercato era insufficiente e che con questa squadra con tutti i problemi di scadenze contrattuali non avrebbe centrato nessuno dei suoi obiettivi? È chiaro che un allenatore non potrà mai parlare male del club che lo paga, dei calciatori che dovrà allenare e dire ai tifosi quello che nessun tifoso vuole sentirsi. Ma non è che bisognava credere agli ottimismi forzati di Ancelotti per capire che la squadra era stata indebolita dal mercato e dalla gestione contrattuale dei calciatori in rosa. Non c’era bisogno che Ancelotti dicesse, come avrà sicuramente detto a De Laurentiis, che servivano due terzini di fascia, due grandi centrocampisti. poi in avanti James e Icardi magari lasciando partite Insigne già da tempo fuori progetto e Milik. Si è preferito credere per comodo alle sue dolci bugie, perché salvavano il presidente dalle critiche feroci dei tifosi più esigenti, oppure perché costringevano lo stesso Ancelotti di dover vincere a tutti i costi viste le promesse, il sontuoso curriculum e quant’altro. E invece così facendo Ancelotti ha spettinato tutti quei bambolotti e bambolelle fra stampa e opinionisti locali che non vedevano l’ora di saltargli addosso visto che non potevano criticare De Laurentiis per il mercato e per i suoi continui deliri. Non vedevano l’ora che De Laurentiis allentasse loro le briglie e scatenarli contro allenatore e calciatori. Sappiamo tutti che fra tanti i giornalisti sportivi si annidano dei frustrati del calcio per essere stati dei protagonisti mancati e allora per deformazione professionale quando si pone la possibilità di demolire un grande protagonista loro vanno a nozze, non fosse altro per appagare le frustrazioni di cui accennavamo. Nel caso del Napoli le frustrazioni erano anche maggiori perché non potendo mai criticare l’operato di presidente, tecnico e squadra, ora che gli è stato “dato” mandato di demolire il tecnico e i calciatori non deve essere sembrato vero, affinchè salvare in primis il presidente garante di tutti loro e contemporaneamente sfogare le frustrazioni sportive sul pluridecorato Ancelotti e i calciatori più importanti. Così come Benitez, anche il super tecnico di Reggiolo si presta alla grande a questa gogna mediatica perché essendo lui un grande protagonista del calcio per titoli e vittorie e quindi indiscutibile per curriculum, non appena in difficoltà si è posta su un piatto d’argento l’occasione per sputtanarne il palmares. Per quattro giornalistucoli locali e altrettanti opinionisti pre pensionati che nessuno nel mondo del calcio si è mai filato diventa nanna del cielo potersi fare pubblicità sulla pelle e lo scalpo di un grande del calcio, demolendo in solo colpo tutto il mito che accompagna questi grandi protagonisti, altrimenti non si spiegherebbe questa voglia così forcaiola di immolare Ancelotti sull’altare della patria. Chissà perché si parla solo dei soldi spesi al mercato e non di quelli incassati, oppure dei calciatori arrivati e non di quelli partiti o quelli mancati. Perché si parla delle intemperanze dei calciatori e non dei deliri diffamatori del presidente, inoltre in tutto questo perché dare addosso ad Ancelotti che si è comportato correttamente mediando con tutte le parti malgrado le offese che continuamente subisce. Purtroppo a Napoli si preferiscono allenatori mediocri e perdenti, che peró sappiamo barcamenarsi nell’ambiente mediatico un tantino infantile e isterico con lo stesso populismo e vittimismo, ma che soprattutto prendano in considerazione i consigli giornalistici così come fece Sarri quando all’inizio della sua avventura napoletana cambio modulo di gioco diventando così l’eroe di tutti e il comandante di tre anni di zero tituli, che sono passati alla storia come fossero tre anni di triplete. Ma questo è il mondo del calcio parlato, pieno di contraddizioni, ed è con queste logiche bizarre che grandi protagonisti come Benitez, Ancelotti e le loro grandi vittorie diventano indiscutibili finché tutto va liscio perché solo un imbecille può permettersi di attaccare una tale leggenda, salvo in momenti di crisi come questo per potervicisi accanire con tutta la cattiveria contro. E allora che a Napoli continuino pure a chiedere la testa di Ancelotti così come si fece con Benitez, per poi doversi rendere conto troppo tardi e pentirsi . Dice una popolare massima che, sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico, e come disse ancor più saggiamente il poeta, “Napoli da sempre è un paradiso abitato da (stupidi) diavoli”, ma siccome stiamo in vena di citazioni e proverbi il nostro preferito è il più volgare fra tutti, che dice: “A certa gente fai primm’a ci’o fà trasí ngulo, ca n’capa”! Scusate il francesismo ma in questi casi, purtroppo, questa è la triste realtà.
di Pippo Trio

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