

Mobilità cittadina a livelli di terzo mondo che lo sciopero selvaggio delle settimane scorse ha reso ancora più drammatica. L’Anm allo stremo, cittadini infuriati.
Sono state settimane d’inferno per i trasporti pubblici napoletani e i disagi per i cittadini. Una situazione che solo da alcuni giorni è ritornata alla normalità, se normalità si può chiamare l’odissea quotidiana che i partenopei devono affrontare per spostarsi in città. La situazione di crisi che sta vivendo l’Azienda napoletana della mobilità (Anm) è la peggiore degli ultimi anni con una perdita di oltre 45 milioni di euro. Comune di Napoli e azienda hanno operato per trovare un accordo con i sindacati, che hanno messo in atto lo sciopero selvaggio. Sono riusciti a trovare un’intesa anche sulla questione sul premio di produzione,che l’amministrazione avrebbe voluto congelare fino al risanamento aziendale e che rappresentava il nodo principale della vertenza. Gli obiettivi del piano industriale da raggiungere nel biennio 2017-2019 riguardano la messa in sicurezza dell’azienda garantendo
i livelli occupazionali e migliorando la qualità dei servizi offerti. Molto soddisfatto il sindaco De Magistris dopo la sigla dell’accordo sottolineando che “sono tre gli obiettivi su cui lavoreremo: azienda tutta pubblica, che si va a fondere progressivamente con la Ctp, quindi non mettiamo in vendita il 40% ipotizzato in consiglio comunale, consolidamento economico e finanziario
dell’azienda, mantenimento e tutela di tutti i diritti dei lavoratori e innalzamento della qualità dei servizi”. Gli umori in città comunque continuano a restare neri e per i quali sciopero o non sciopero affrontano rassegnati i disagi di tutti i giorni sperando che prima o poi anche Napoli si allinei agli standard di efficienza e qualità presenti in tutte le principali città europee.