
Comune i cui costi-opportunità gravano sui contribuenti: in questo consiste il cosiddetto fenomeno “affittopoli” che dopo Roma è stato scoperto a Napoli dalla Corte dei conti. In verità il fenomeno dura da 20 anni e pertanto i costi della gestione clientelare e inefficiente del patrimonio immobiliare sono molto alti: una morosità di 88 milioni di euro. Come a Roma il trattamento di favore illecito è stato riservato a cittadini e commercianti, sindacati e partiti politici. La società municipalizzata Napoli servizi ha censito 31 contratti con partiti politici, scoprendo rapporti tra il Comune e organizzazioni ancora attive sulla scena politica ma anche del passato accumunate dal privilegio di una sede offerta a canoni d’affitto irrisori dal Comune. Tra i movimenti politici ci sono Alleanza Nazionale, Democratici di Sinistra, Forza Italia, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Verdi, Pd, Partito Popolare Italiano, Pdl, Repubblicani Democratici ed altri. Diciassette dei trentuno contrati esaminati hanno beneficiato di uno sconto del 50% sulle tariffe di mercato stabilite con una delibera datata 1995 riguardante le associazioni senza scopo di lucro con finalità pubbliche. Come rilevato da Napoli servizi, i canoni d’affitto oltre ad essere stati concessi a prezzi nettamente al di sotto del valore di mercato, in molti casi non venivano neanche pagati.