

Dodici parallelepipedi giganti nelle piazze di Napoli per un progetto artistico che vuole costruire nuove opportunità di inclusione sociale dei sofferenti psichici.
di Matilde Santorini
Dodici parallelepipedi giganti nelle piazze e nelle strade di Napoli, dal centro alla periferia, per un progetto artistico e partecipativo che vuole costruire nuove opportunità di inclusione sociale e superare l’isolamento e i pregiudizi legati alla sofferenza psichica. Sono i CuBOH, alti 2 metri e 20 e larghi 1 metro e mezzo, e sono stati installati sul territorio delle dieci municipalità cittadine dallo scorso giovedì 30 marzo. I CuBOH fanno parte di un progetto promosso dal Dipartimento di Salute Mentale della Asl Napoli 1 Centro e dal gruppo di imprese sociali Gesco con la cooperativa Era e basato sull’idea che la città sia il luogo dove si può produrre benessere ma anche sofferenza psichica, se non ci si prende cura dell’intera comunità.
Ogni parallelepipedo gigante richiama un palazzo della città con le sue voci, i suoi rumori e i suoi umori, compresi quelli del disagio psichico e riproduce al suo interno i suoni tipici della vita di un condominio. I CuBOH sono stati realizzati dagli utenti e dagli operatori del laboratorio di riciclo creativo del Centro Diurno Dipartimentale di Riabilitazione Psicosociale “L’Aquilone”. Per costruirli sono stati utilizzati anche materiali di recupero, come le lenzuola fuori uso provenienti dalle strutture residenziali intermedie per la salute mentale presenti sul territorio cittadino. L’installazione è strutturata in modo da stimolare la curiosità e la partecipazione dei cittadini, invitandoli a lasciare una propria testimonianza in forma di traccia colorata su ogni installazione. Il progetto è stato inaugurato in contemporanea in tutte le municipalità e presentato ufficialmente in piazza del Plebiscito il 30 marzo scorso, con l’allestimento un CuBOH speciale per i giornalisti, che sono stati invitati a lasciare la propria testimonianza sulle pareti del parallelepipedo.
« CuBOH – spiega il direttore del Dipartimento di Salute Mentale Fedele Maurano – vuole incontrare la città per costruire nuove opportunità di inclusione sociale e per superare l’isolamento e i pregiudizi che connotano ancora oggi la sofferenza psichica».
« I suoi obiettivi – prosegue Maurano – sono pertanto quelli di educare alla salute, di sconfiggere lo stigma, di promuovere la salute mentale di comunità e di sviluppare la messa in rete di tutte le risorse disponibili, formali e informali, della comunità locale per rendere concretamente esigibili i diritti di cittadinanza delle persone con disagio psichico». CuBOH si concluderà il 12 maggio 2017, in prossimità della ricorrenza della Legge 180, la cosiddetta “Legge Basaglia”, che il 13 maggio del 1978 decretò la chiusura dei manicomi. Nella giornata conclusiva si proietterà un docufilm riguardante i diversi eventi succedutisi nei vari contesti territoriali e sarà accompagnato da performance culturali, artistiche e da momenti informativi. In quella occasione i CuBOH, tutti uguali prima di incontrare le rispettive realtà territoriali, si ritroveranno insieme, tutti diversi stavolta l’uno dall’altro, quali espressioni delle differenze e della ricchezza della vita di ogni individuo e di ogni quartiere cittadino.