

di Peppe Russo (Pd)
Le campagne sulla cosiddetta sicurezza vanno sempre fatte con cautela e prudenza . Le paure spesso si autoalimentano ed i confini del pericolo diventano indeterminabili .Il diritto alla sicurezza si avverte sempre minacciato e precario e finisce per dare alle paure stesse una rassicurante fisicità. Diventano categorie e simboli da estirpare e da distruggere. Purtroppo il calcolo cinico e la debolezza culturale della politica rende il quadro ancora più incerto e minaccioso. Si insinua negli umori e si mimetizza nel senso comune. Un vuoto che si trasfigura in buon senso. Non è facile resistere alla semplificazione. Ne avverto tutte le difficoltà. Occorre però cautela e maneggiare il tema con prudenza, consapevoli delle torsioni e delle derive sempre in agguato e sapendo che il poco e l’ordinario che non si è fatto oggi, domani sotto il peso dell’opinione pubblica richiederà misure sproporzionate e per di più intese sempre come insufficienti. Perciò, insisto, consiglio cautela evitando di inseguire il senso comune. La sicurezza è, e deve restare, una prerogativa dello Stato e un diritto inalienabile del cittadino. Per questo giudico l’affermazione del ministro Minniti un grossolano errore sul piano del principio e sotto l’aspetto della comunicazione politica. Il governo faccia fino in fondo la sua parte, rafforzando capacità di intelligence e di coordinamento tra le forze sia a livello nazionale che europeo .Il Pd deve competere con la destra non assorbendone gli umori ed in parte gli orientamenti . Deve vincere la tentazione che poi diventa paradosso, di mimetizzarsi per farsi riconoscere. Cosi è destinato inevitabilmente a perdere .Gli elettori mostrano di preferire sempre l’ originale e mai la copia